Mercoledì 12 agosto 2020, ore 19:58

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Autostrade, il passato non torna 

di Cecilia Augella

Confronto durissimo. Così il premier Giuseppe Conte lo ha definito dopo aver raggiunto l’accordo, nella notte di martedì, per la gestione di Autostrade per l’Italia (Aspi), che ha condotto all'estromissione della famiglia Benetton, passando dall’ingresso di Cassa depositi e prestiti (Cdp) che renderà Aspi una public company.
"I Benetton - spiega Conte - hanno accettato di cedere la partecipazione in Aspi e quindi la gestione della infrastruttura, attraverso due percorsi societari alternativi. "Autostrade per l'Italia diventa - spiega il premier - una public company. E comunque avrà un socio pubblico di riferimento, sarà aperta a nuovi investitori istituzionali; i Benetton hanno accettato di corrispondere un cospicuo risarcimento danni (3,4 miliardi) ai cittadini; rinunciato alla clausola di assoluto privilegio che gli attribuiva il diritto di ottenere i mancati guadagni per tutta la durata della concessione (circa 23 miliardi) pur in caso di scioglimento del contratto per gravissimo inadempimento (come nel caso del crollo del Ponte Morandi). Nessuno spazio a negligenza, incuria e manutenzione approssimativa. Anzi, maggiori investimenti in manutenzione e sicurezza".
"La sicurezza dei cittadini non è revocabile - puntualizza il premier Conte. Puntiamo ad un rafforzamento del sistema dei controlli e all'aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni", sottolinea.
Poi "la partita su Aspi - riprende il presidente del Consiglio - non poteva essere giocata sulla pelle di famiglie. L'intervento dello Stato tutela i posti di lavoro e, in una prospettiva di lungo periodo, offre anzi una visione occupazionale di ampia portata; poi moderazione del sistema tariffario: nostri i pedaggi, loro i profitti? Non più. Hanno accettato di riformulare il piano tariffario secondo le nuove indicazioni dell'autorità regolatoria (Art) e di riportare in equilibrio economico-giuridico la convenzione che appariva totalmente squilibrata a favore di Aspi, cosa, questa, all'origine delle difficoltà del negoziato. Infine hanno accettato di rinunciare e abbandonare tutte le cause contro il concedente".
"Tutto questo andrà tradotto nei prossimi giorni in un accordo chiaro e trasparente. Questa - conclude Conte - è l'unica strada da percorrere".
"Lo Stato c'è e d'ora in avanti la parola d'ordine sarà sicurezza". Lo afferma il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo. "Finalmente, un bene pubblico essenziale per il rilancio del nostro Paese viene riconsegnato nelle mani dei legittimi proprietari: i cittadini italiani".
"Nell’accordo con Autostrade il Governo deve garantire gli investimenti, l’occupazione e la sicurezza delle rete. Scrive su twitter la segretaria generale Cisl, Annamaria Furlan. Inoltre - aggiunge - nel perimetro della nuova società e nell’azionariato, vanno coinvolti anche i lavoratori. Questa sarebbe la vera svolta e l’avvio nel nostro Paese della democrazia economica".
"Positiva decisione su Aspi che tutela i 5.200 dipendenti diretti e i 3mila stagionali nonché le migliaia di lavoratori dell'indotto. Adesso bisogna subito iniziare una pagina nuova con l'obiettivo che quanto accaduto con il ponte Morandi non accada mai più. Per questo occorre puntare prima di tutto sulla manutenzione. Così anche Salvatore Pellecchia, leader Fit Cisl. "Bisogna subito entrare nel vivo del piano industriale - prosegue - che prevede un incremento del 40% della spesa per manutenzione pari a circa 2 miliardi di euro nel quadriennio 2020-2023". "Nel piano industriale è previsto un miglioramento del modello manutentivo - prosegue - perché si passa alla manutenzione predittiva, puntando sui nuovi mezzi che la tecnologia mette a disposizione come i sensori sulle infrastrutture, i droni per ispezioni rapide ed efficaci, ma si mira anche a costruire una nuova cultura di impresa partendo dalla formazione e dalla valorizzazione dei lavoratori e oltre che da una campagna anti-infortunistica straordinaria perché - conclude - anche in questo settore occorre una grande opera di prevenzione degli infortuni".

( 15 luglio 2020 )

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