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XIIIº Congresso

Ces: la Ue deve garantire libera contrattazione collettiva e l’autonomia delle parti sociali

di Pierpaolo Arzilla

L’Incubo continua. Il terzo programma d’aiuti da 86 miliardi serve solo a prolungare l’agonia della Grecia, e a riaffermare lo strapotere della troika sulla vita di milioni di cittadini europei. I creditori bussano alla porta di un Paese in ginocchio, osserva la Ces, che oggi ha ribadito la sua solidarietà ai lavoratori greci con una mozione d’urgenza. I delegati del 13esimo congresso rilevano che il nuovo ciclo di austerità si concretizzerà in nuovi tagli alle pensioni e ai salari, un aumento delle tasse e in una nuova ondata di licenziamenti e di privatizzazioni nel settore pubblico, con risvolti pesantissimi per i diritti sociali e del lavoro. Altro che ripresa. Le politiche di rigore decise a Bruxelles, Francoforte e Washington, sostiene la Confederazione europea dei sindacati, stanno impoverendo i lavoratori e i pensionati greci, condannando i giovani a un’alternativa drammatica: disoccupazione a lungo termine o uscire dal Paese per provare a costruire un futuro. E se le infrastrutture produttive e il tessuto sociale segnano il passo, si legge nella mozione, è quasi scontata, come è avvenuto in questi anni in Grecia con Alba dorata, l’ascesa e il consolidamento di fenomeni di populismo addirittura prossimi a offerte politiche di matrice xenofoba e neo nazista. L’attacco ai diritti sindacali è evidente, e si traduce nell’intervento dello Stato nella contrattazione collettiva e nell’abolizione degli accordi collettivi, vere e proprie pietre tombali per il dialogo sociale. La Ces chiede all’Ue e ai governi nazionali di "fare il necessario per garantire la libera contrattazione collettiva e l’autonomia delle parti sociali" e "sostenere il dialogo sociale nel rispetto dei trattati europei e del diritto nazionale".

La Confederazione europea dei sindacati "condanna, dunque, ogni tipo di interferenza unilaterale dei governi nell’autonomia dei sindacati, l’intimidazione dei sindacati e chiede il ripristino delle rappresentanze sindacali nelle strutture del dialogo sociale: i sindacati restano la soluzione, e non il problema".

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( 1 ottobre 2015 )

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