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Crollo in scuola ad Ostuni, feriti due bambini

Era stato il primo impegno del governo Renzi: la sicurezza negli edifici scolastici. Bisogna constatare che si tratta di un obiettivo lontano dall’essere raggiunto. A ricordarcelo - se ce ne fosse bisogno - è il crollo avvenuto oggi nella scuola elementare Pessina di Ostuni. Il soffitto di un’aula è caduto proprio durante una lezione e due bambini sono rimasti feriti. Ferita anche una maestra, che è scivolata mentre cercava di dare soccorso ai bambini. La polizia di Ostuni, su disposizione del pm di turno sta eseguendo il sequestro di tutta la documentazione inerente la gara d’appalto per i lavori di ristrutturazione terminati alla fine del 2014. La scuola aveva riaperto il 7 gennaio scorso, al rientro dalle vacanze natalizie. Ora c’è chi si chiede che fine abbiano fatto il Piano generale di edilizia scolastica che obbligava il Ministero dell’Istruzione ad adottare precisi provvedimenti in materia, e il famoso piano sulle ’scuole sicura’ annunciato dal premier Renzi che prevedeva 400 milioni di euro per 2400 interventi a partire dal 2015. Tanto più che sulla il Def prevede un taglio di 489 milioni di euro all’edilizia scolastica.

Ma al governo si rivolgono anche i sindacati confederali della scuola che domani terranno una conferenza stampa presso la sede della Cisl a Roma, in via Po, 21, per illustrare i contenuti dell'appello: "La scuola che cambia il paese" cui hanno aderito anche numerose associazioni che svolgono una funzione di orientamento, formazione e volontariato sui temi della scuola (Agenquadri, AIMC, ARCI, AUSER, CGD, CGIL, CIDI, CISL, CISL Scuola, Edaforum, FNISM, FLC CGIL, IRASE, IRSEF-IRFED, Legambiente, Legambiente Scuola e Formazione, Libera, Link - Coordinamento Universitario, MCE, Movimento Studenti di Azione Cattolica, Movimento di Impegno Educativo di Azione, Cattolica, Proteo Fare Sapere, Rete della Conoscenza, Rete degli Studenti Medi, Rete29Aprile, UCIIM, UDU, Unione degli Studenti, UIL, UIL Scuola, Libera, Irase, Forum Terzo Settore, EXODUS ONLUS). Sindacati ed associazioni chiedono al Parlamento di cambiare il disegno di legge sulla scuola presentato dal governo e rivendicano anche uno "spazio di ascolto", perché senza la partecipazione attiva dei soggetti da essi rappresentati - studenti, insegnanti, genitori, forze sociali e sindacali ed associazioni - "nessuna riforma può raggiungere obiettivi decisivi per il Paese".

( 13 aprile 2015 )

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