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Il Jobs Act degli autonomi è legge. Ecco cosa cambia

Dopo tre anni, due governi e un incalcolabile numero di modifiche e limature è arrivato oggi il via libera definitivo del Senato al Ddl sul lavoro autonomo. Una riforma molto attesa perché prevede importanti novità in ambito fiscale e previdenziale che dovrebbero assicurare una maggiore tutela al lavoro autonomo. In sostanza la nuova Legge estende maternità, malattia e riposi a 2,5 milioni di lavoratori spesso non iscritti ad alcun albo e senza rappresentanza sindacale.

Queste le principali novità:

FORMAZIONE - Il provvedimento prevede un pacchetto di agevolazioni fiscali per incoraggiare la formazione di professionisti e lavoratori autonomi. Il ddl stabilisce infatti la deducibilità integrale delle spese sostenute per l’iscrizione a master, corsi di formazione o di aggiornamento professionale, convegni e congressi (nel limite di 10mila euro all’anno) e delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità erogati da organismi accreditati (nel limite di 5mila euro l’anno).

MALATTIA – La legge introduce una disciplina più favorevole al lavoratore autonomo: in caso di malattia il rapporto di lavoro con il committente non sarà estinto ma sospeso per un massimo di cinque mesi. Chi è costretto a sospendere il suo rapporto di collaborazione per più di 60 giorni potrà interrompere il versamento dei contributi e dei premi assicurativi per un massimo di due anni.

MATERNITA’ – La lavoratrice autonoma potrà continuare a fatturare continuando a percepire l’indennità in caso di maternità. Il congedo parentale viene esteso a sei mesi dagli attuali tre e sarà possibile usufruirne entro i tre anni dalla nascita del figlio. La lavoratrice potrà concordare con il committente di essere sostituita da una persona di fiducia in possesso dei requisiti professionali. Il congedo parentale viene esteso anche per i padri fino a sei mesi, entro i primi tre anni di vita del bambino e con calcolo della contribuzione su un periodo di 18 mesi.

PIÙ WELFARE DA ENTI DI PREVIDENZA: Le Casse pensionistiche private potranno attivare ulteriori prestazioni sociali, “finanziate da apposita contribuzione”, destinate soprattutto ad associati vittime di una “significativa riduzione del reddito per ragioni non dipendenti dalla propria volontà”, o con “gravi patologie”.

CENTRI PER L’IMPIEGO: Nei Centri per l’impiego pubblici (Cpi) verrà allestito uno sportello dedicato al lavoro autonomo, per favorire l’incontro fra domanda ed offerta.

LAVORO AGILE REGOLAMENTATO: Si promuove lo ’smart working’, inteso come modalità di esecuzione del rapporto subordinato “stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro”, e con “il possibile utilizzo di strumenti tecnologici”.

DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE – Negli accordi tra lavoratore e impresa dovranno essere stabiliti rigorosamente i tempi di riposo: tempi e retribuzioni dovranno essere gli stessi dei lavoratori interni all’azienda. Viene riconosciuto il diritto alla disconnessione dal web.

FATTURAZIONE – Uno dei 22 articoli della legge stabilisce che non sarà possibile saldare le fatture oltre i 60 giorni: qualsiasi clausola che non lo preveda sarà da considerarsi nulla.

ATTI P.A. A PROFESSIONISTI: Esercitando una delega, il Governo dovrà individuare funzioni della Pubblica amministrazione da devolvere agli esponenti delle varie categorie.

Il commento di Gigi Petteni, segretario confederale Cisl

( 10 maggio 2017 )

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