Martedì 16 luglio 2024, ore 8:25

PRIMO MAGGIO 

Sicurezza e dignità senza confini 

Non poteva esserci luogo più significativo. Dopo due anni di pandemia Cgil Cisl e Uil tornano a celebrare insieme un Primo Maggio del tutto particolare ad Assisi, città della pace, per chiedere di porre fine all'aggressione della Russia all'Ucraina.
In piazza i tre segretari generali - Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri - che hanno parlato sul palco dopo le testimonianze di sei delegati sindacali di diverse categorie ed il saluto del Custode del Sacro convento di Assisi, fra Marco Moroni.
“Non può esserci vera pace senza vera giustizia”, ha detto con forza il leader della Cisl Sbarra, per il quale deve esserci un negoziato mediato dalle Nazioni Unite perché “non può essere pace quella dettata da chi, con la forza delle armi, vuole spostare i confini dell'Europa perché non tollera la democrazia alle porte di casa”.
Ma c'è un guerra anche dentro i confini del nostro Paese. Ed è quella dei feriti e dei morti sul lavoro. “Una strage infinita, vergognosa, che ha visto oltre 13 mila vittime nell'ultimo decennio, quasi 1.300 solo lo scorso, una media di oltre tre al giorno, soprattutto giovani e donne”. Per Sbarra “occorre sostenere la centralità del lavoro. Lavoro dignitoso, di qualità, contrattualizzato. Lavoro sicuro. Sono oltre 1.300 le vittime ogni anno nelle nostre fabbriche, nei campi, sui cantieri. Non abbiamo più sangue da dare”, ha detto Sbarra, che chiede di di fermare questa “lunga scia di sangue” e al Governo di “mettere in cima alle priorità un grande piano che azzeri questa conta vergognosa”. Ed è necessario “rinegoziare un moderno Patto sociale per la crescita, lo sviluppo, il lavoro, contro le diseguaglianze”.
Sulla stessa lunghezza d'onda il numero uno della Cgil Landini. “Il messaggio di questo Primo maggio è innanzitutto che bisogna fermare questa guerra assurda voluta da Putin e impedire che diventi una guerra mondiale”, ha ricordato Landini. Sul piano dell'occupazione, “bisogna affermare la centralità del lavoro e dei diritti e una politica che superi la precarietà”.
Da parte sua il segretario generale della Uil Bombardieri ha sottolineato la necessità di un confronto con i sindacati prima del Cdm che approverà il provvedimento da 6 miliardi per famiglie, lavoratori e imprese.
Anche Papa Francesco da Piazza San Pietro ha parlato della Festa del lavoro: “Che sia stimolo a rinnovare l'impegno perché dovunque e per tutti il lavoro sia dignitoso e che dal mondo del lavoro venga la volontà di far crescere una economia di pace. E vorrei ricordare gli operai morti al lavoro una tragedia molto diffusa, forse troppo”.
Sui temi del Primo Maggio è intervenuto dal Quirinale anche il Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella ha ricordato che “il primo articolo della Costituzione costituisce il fondamento su cui poggia l'architettura dei principi della nostra democrazia e della nostra civiltà. Al tempo stesso è un pungolo, un senso di marcia, una sfida costante alle istituzioni, ai corpi sociali, alle forze produttive. Il lavoro è misura di libertà, di dignità, rappresenta il contributo alla comunità. Il lavoro è strumento di realizzazione di diritti sociali. È motore di rimozione delle disuguaglianze”.
Ha aggiunto il Capo dello Stato: “La sicurezza sul lavoro e l'integrità della persona e dei lavoratori è parte essenziale del nostro patto costituzionale” e “vorremmo che intorno a questa necessità si mobilitasse il fronte più ampio, un patto di alleanza tra istituzioni, società civile, forze sociali ed economiche, per sottolineare con forza l'impegno a combattere un flagello che sconvolge la vita di troppe famiglie, rappresenta una umiliazione per il mondo delle imprese e una sconfitta per chi, producendo beni e servizi, vede la propria attività sfigurata da queste morti”.
Per Mattarella “la nuova 'fabbrica' del Paese deve saper tenere insieme funzione sociale dell'impresa, innovazione e produttività, crescita dell'economia e occupazione, dignità del lavoro. Ci ha soccorso in questi anni la svolta che abbiamo concorso a realizzare nella Ue, che ha scelto di adottare politiche espansive come mai in passato”. Ora, ha concluso Mattarella, sul terreno della condizione economica e sociale “non mancano sfide come l'inflazione, indotta anzitutto dai rincari dell'energia e delle materie prime. Non possiamo permetterci di sbagliare: i due terzi della domanda dipendono in Italia dai consumi delle famiglie. A loro dobbiamo guardare”.
E su questo fronte il Governo sta lavorando in queste ore per nuovi aiuti a famiglie ed imprese. Ed è sulla questione salariale che la partita è più che mai aperta, dopo lo scontro a distanza, non placato, tra il ministro del Lavoro Orlando ed il presidente di Confindustria Bonomi. Il Ministro non ci sta a sentir parlare di “ricatto”, dopo la proposta di legare una parte degli aiuti alle imprese all'aumento dei salari e rimarca che serve “una grande battaglia per riconoscere la dignità del lavoro”, a partire proprio dai salari, per combattere la precarietà e le diseguaglianze e per andare avanti sulla via italiana del salario minimo (legato ai minimi contrattuali). Anche sul taglio del cuneo fiscale le distanze ci sono. Un intervento in questo senso potrebbe arrivare con il nuovo decreto, dopo che già nell'ultima manovra si è prevista la riduzione di 0,8 punti dei contributi a carico dei dipendenti con redditi fino a 35 mila euro, stanziando un miliardo e mezzo. Confindustria chiede un taglio strutturale del cuneo contributivo da 16 miliardi. Ma per i sindacati il taglio del cuneo da solo non è sufficiente: la via su cui insistono è la detassazione degli incrementi contrattuali, insieme ad un recupero fiscale per i pensionati, e l'aumento dei salari attraverso i rinnovi. D'altra parte sono circa 7 milioni i lavoratori con i contratti scaduti. Resta il nodo delle risorse e di un eventuale scostamento di bilancio: una via sostenuta dai sindacati (e non dagli industriali), convinti anche che si possa agire ulteriormente sugli extraprofitti delle aziende.
Giampiero Guadagni

( 1 maggio 2022 )

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