Martedì 11 agosto 2020, ore 21:04

Quotidiano di informazione socio‑economica

Istat 

A maggio nuovo calo di occupati 

Il tasso di disoccupazione, a maggio, è tornato a salire attestandosi al 7,8% (+1,2 punti). Lo rileva l'Istat, nell'indicare che anche il dato relativo ai giovani è salito al 23,5% (+2,0 punti). Con la fine del lockdown, aumentano le persone in cerca di lavoro (+18,9% pari a +307mila unità), maggiormente tra le donne (+31,3%, pari a +227mila unità) rispetto agli uomini (+8,8%, pari a +80mila) e coinvolge tutte le classi di età. Rispetto ad aprile, a maggio continua a ritmo meno sostenuto la diminuzione dell'occupazione e torna a crescere il numero di persone in cerca di lavoro, a fronte di un marcato calo dell'inattività. Dopo due mesi di decisa diminuzione, aumenta anche il numero di ore lavorate pro capite. La diminuzione dell'occupazione su base mensile (-0,4% pari a -84mila unità) coinvolge soprattutto le donne, i dipendenti e gli under 50. Nel complesso il tasso di occupazione scende al 57,6% (-0,2 punti percentuali).
Il calo congiunturale dell'occupazione, spiega Istat, determina una flessione rilevante anche rispetto al mese di maggio 2019 (-2,6% pari a -613mila unità), che coinvolge entrambe le componenti di genere, i dipendenti temporanei (-592mila), gli autonomi (-204mila) e tutte le classi d'età. Il tasso di occupazione scende in un anno di 1,5 punti. Inoltre, nell'arco dei dodici mesi, calano in misura consistente le persone in cerca di lavoro (-25,7%, pari a 669mila unità), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+8,7%, pari a +1 milione 140mila).
I dati mensili descrivono un'evoluzione diversa rispetto a quella dei mesi precedenti: rispetto a marzo e aprile, la diminuzione dell'occupazione è più contenuta, il numero di disoccupati sale sensibilmente a seguito del contenimento delle restrizioni previsto dal Dpcm del 26 aprile e si osserva un recupero consistente di ore lavorate". Ciononostante, commenta l’Istat, ”da febbraio 2020 il livello di occupazione è diminuito di oltre mezzo milione di unità - prosegue - e le persone in cerca di lavoro di quasi 400 mila, a fronte di un aumento degli inattivi di quasi 900 mila unità. L'effetto sui tassi di occupazione e disoccupazione è la diminuzione di oltre un punto percentuale in tre mesi”.
Commentando i dati Istat, il segretario generale aggiunto della Cisl Sbarra ribadisce la necessità di ”assicurare la proroga di tutti gli ammortizzatori sociali e confermare tutte le indennità almeno fino a fine anno, garantendo per lo stesso periodo il blocco dei licenziamenti e la sospensione dei vincoli nel decreto dignità sulle causali per legge per proroghe e rinnovi dei rapporti a tempo determinato e per il lavoro somministrato”. Per Sbarra ”ora si deve proseguire con la cassa integrazione dando certezze a imprese e lavoratori, e a tal fine è importante sia una veloce rendicontazione delle risorse effettivamente spese nei mesi scorsi per rimettere in circolo le risorse residue, sia l’accelerazione delle procedure per l’utilizzo del fondo Sure. Ma è anche evidente – conclude il sindacalista – che per uscire da queste misure emergenziali serve un progetto, condiviso tra governo e parti sociali, di riavvio della crescita fondato su incentivi, sulla ripresa delle politiche attive, sulla formazione, su un programma di ~infrastrutture~materiali ed immateriali, su investimenti green, su misure per ridurre il divario Nord- Sud”.

( 2 luglio 2020 )

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