Giovedì 1 dicembre 2022, ore 8:35

Dl Aiuti quater 

Caro energia, via libera a sostegni per 9 miliardi 

Proroga dei crediti di imposta e dello sconto benzina, bollette a rate per le imprese, premi aziendali esentasse fino a 3mila euro e innalzamento del tetto al contante. Il decreto Aiuti quater varato dal Cdm giovedì sera, sfrutta tutto il tesoretto di 9,1 miliardi certificato dalla Nadef, conferma una serie di misure già in qualche modo annunciate sul fronte del caro-energia, ma inserisce anche qualche extra dell'ultimo minuto, come lo sblocco delle trivelle e la revisione del Superbonus. Il decreto è il primo provvedimento economico del Governo Meloni. Il dl proroga innanzitutto, fino alla fine dell'anno, i crediti di imposta per le imprese (con aliquote potenziate al 40% per le imprese energivore e gasivore e al 30% per piccole che usano energia con potenza a partire dai 4,5 kW) e il taglio delle accise della benzina (sarebbe scaduto il 18 novembre, viene spostato al 31 dicembre): due misure che complessivamente assorbono circa 4,4 miliardi. Per aiutare le imprese a fronteggiare il caro-bollette arriva anche la possibilità di chiedere un pagamento a rate: la misura, finanziata attraverso un fondo del Mef che passa da 2 a 5 miliardi, è destinata alle imprese residenti in Italia e concede la possibilità di rateizzare (con un massimo di 36 rate mensili) le somme eccedenti l’importo medio contabilizzato nell'intero 2021 per i consumi effettuati dal primo ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023; la rateizzazione decade in caso di inadempimento di due rate anche non consecutive ed è possibile ottenere la garanzia di Sace. Viene inoltre innalzata da 600 a 3mila euro la soglia dei premi esentasse che le imprese potranno concedere ai dipendenti come fringe benefit per pagare le bollette. Arriva anche il già annunciato aumento del tetto al contante, che dal 2023 passa dall'attuale soglia di 2mila euro a 5mila (da gennaio sarebbe stato ridotto a mille euro). Vengono anche stanziati 80 milioni per il 2023 per aiutare i commercianti obbligati alla trasmissione telematica dei corrispettivi all'Agenzia delle entrate: sostegno che arriverà come credito di imposta al 100% della spesa sostenuta e fino a 50 euro per ogni registratore di cassa telematico acquistato. Arrivano anche l'esenzione Imu (la seconda rata, a condizione che i proprietari siano anche i gestori) per gli immobili del settore dello spettacolo (cinema, teatri, sale per concerti) e l’esenzione dall’imposta di bollo per la richiesta di contributi, aiuti o sovvenzioni a favore delle popolazioni colpite da eventi calamitosi. E se il Gestore dei servizi energetici avrà più tempo per acquistare, stoccare e rivendere a prezzi calmierati il gas per contribuire alla sicurezza degli approvvigionamenti (il termine del 31 dicembre slitta al 31 marzo, mentre viene dato tempo fino al 15 aprile per rimborsare lo Stato del prestito per compensare gli acquisti fino a 4 miliardi), sul fronte del gas il Governo va avanti anche sul tema trivelle con l’obiettivo di aumentare la produzione: ok all'aumento delle quantità estratte da coltivazioni esistenti in zone di mare e l'autorizzazione di nuove concessioni tra le 9 e le 12 miglia. Arriva infine la revisione del Superbonus: la norma non risolve il problema dei crediti incagliati ma abbassa nel 2023 la percentuale dello sconto dal 110% al 90%. Il taglio vale sia per i condomini che per le villette, che sarebbero altrimenti rimaste del tutto escluse dal bonus, ma purché siano abitazione principale e purché il proprietario abbia un reddito inferiore ai 15.000 euro (soglia variabile in base al quoziente familiare). Per chi però ha già iniziato i lavori portandone a termine il 30% entro settembre di quest'anno, il bonus resta super al 110% fino al 31 marzo 2023.
Un pacchetto di misure ”necessario, che pur nella limitatezza delle risorse a disposizione contiene interventi significativi e diverse richieste avanzate dalla Cisl, a cominciare dalla proroga delle principali leve di sostegno introdotte in questi mesi e dal potenziamento di alcune di esse. Strumenti che andranno ulteriormente rafforzati, integrati e stabilizzati in manovra”. Così il leader della Cisl Sbarra commenta il contenuto del dl Aiuti quater. Per Sbarra ”è davvero importante che il Governo abbia recepito la nostra richiesta di innalzare la soglia di detassazione sui fringe benefit: una misura che può far ripartire consumi e valorizzare le relazioni industriali, a patto di darle stabilità anche oltre dicembre e di condizionarla all'esercizio contrattuale. Fondamentale, poi, lo stanziamento per il rinnovo del contratto per oltre un milione di lavoratrici e lavoratori della scuola, frutto del confronto di pochi giorni fa con la premier. Riteniamo molto significativo, anche simbolicamente, il via libera alle concessioni energetiche vincolate al prezzi calmierati di vendita di gas. Il quadro si completa idealmente con lo sblocco degli adeguamenti pensionistici disposto pochi giorni fa dal Mef”. Dunque ”si profila complessivamente un provvedimento-ponte condivisibile, che può essere ancora migliorato elevando ed estendendo il prelievo sui maxiprofitti, sterilizzando l’iva sui beni di largo consumo per le fasce deboli, azzerando il carico fiscale sugli accordi di produttività. Elementi da prendere in considerazione in una Legge di Stabilità che dovrà essere capace di consolidare e completare l’intervento sull'emergenza coniugandolo con un progetto complessivo di riforme e investimenti che andrà definito insieme alle parti sociali, per dare profondità ed equità a una strategia di riscatto incentrata sulla difesa e la ripartenza dell'occupazione, la coesione, lo sviluppo”.
Venerdì, incontrando le associazioni di imprese, Meloni ha ribadito quanto detto mercoledì scorso ai sindacati confederali: il momento che l’Italia sta attraversando è ”difficilissimo” ed è necessario un ”richiamo alla responsabilità”. Al centro dell'incontro il cantiere della legge di bilancio. Meloni ha prospettato il taglio di 2 punti del cuneo fiscale, confermando che l’obiettivo di legislatura è quello di ridurre il cuneo di 5 punti.
Sul taglio del cuneo fiscale insiste da tempo il presidente di Confindustria Bonomi, che chiede un intervento da 16 miliardi con un impatto per un terzo a favore dei datori di lavoro e per due terzi a favore dei lavoratori e, quindi, con il risultato di mettere nelle loro tasche oltre 1.200 euro l’anno. Un intervento sul costo del lavoro sostenuto anche da altre sigle, dai commercianti alle coop. Oltre alla riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, le imprese chiedono di mettere un argine ai costi stellari dell'energia, sostenere i consumi che rischiano di andare a picco strozzati dal caro-prezzi e dalla perdita di potere d'acquisto delle famiglie.
Intanto la Commissione Ue rivede al rialzo le attese sulla crescita del pil dell'Italia nel 2022, vista ora al 3,8%, rispetto al 2,9% delle stime diffuse a luglio.
Viene tagliata invece la previsione sul 2023 con un Pil dell'Italia atteso in crescita dello 0,3%, rispetto allo 0,9% indicato in precedenza. E' quanto emerge dalle previsioni economiche di autunno, che come sottolinea il ministro dell’Economia Giorgetti coincidono con quelle del Governo. Per il 2024 l'attesa è che il pil italiano riprenda a salire per portarsi al +1,1%.
Quanto al deficit, per Bruxelles il calo in Italia dovrebbe interrompersi nel 2024. L'attesa è che passi dal 5,1% del pil atteso nel 2022 al 3,6% del 2023, per risalire quindi al 4,2% nel 2024, anche per i maggiori costi per gli interessi sul debito. Il rapporto del debito sul Pil dovrebbe diminuire dal 150,3% del 2021 al 144,6% nel 2022 e segnare un successivo lieve calo anche nel 2024 al 142,6%.
Giampiero Guadagni

( 11 novembre 2022 )

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