Domenica 18 aprile 2021, ore 7:49

Quotidiano di informazione socio‑economica

Economia 

La crisi non si ferma 

Calano il reddito, i consumi e il potere d'acquisto delle famiglie. Volano la pressione fiscale, il deficit e il debito. È questa la fotografia scattata dall’Istat, da cui emerge che la situazione di crisi è ben lontana dall'essere superata. Nel dettaglio, nel quarto trimestre del 2020 il reddito è diminuito dell’1,8% rispetto al trimestre precedente. A fronte di un aumento del deflatore implicito dei consumi dello 0,2%, il potere d'acquisto e' diminuito del 2,1%. Aumenta contestualmente la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici che è stata pari al 15,2% (+0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente). Tale aumento deriva da una flessione della spesa per consumi finali più sostenuta rispetto a quella registrata dal reddito disponibile lordo (-2,5% e -1,8% rispettivamente).
In leggero calo il tasso di investimento delle famiglie consumatrici che è stato pari al 5,7%, 0,1 punti percentuali più basso rispetto al trimestre precedente, a fronte di una flessione degli investimenti fissi lordi del 2,7% e della diminuzione dell’1,8% del reddito lordo disponibile. Contestualmente, è in rialzo la pressione fiscale: secondo gli ultimi dati dell'Istat, nel IV trimestre dello scorso anno è stata pari al 52,0%, in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E questo andamento, nonostante la riduzione delle entrate fiscali e contributive. Nel III trimestre, era al 39,3%.
Il deficit/Pil nel 2020, e cioè complessivamente nei quattro trimestri dello scorso anno, vola al 9,5% in netto peggioramento rispetto all’1,6% del corrispondente periodo del 2019. In termini di incidenza sul Pil, nel 2020 il saldo primario e il saldo corrente sono risultati negativi, pari rispettivamente al -6% (+1,8% nel 2019) e al -4,3% (+1,7% nel 2019). Solo nel IV trimestre il deficit/Pil e' stato pari al 5,2%; nello stesso periodo dell’anno precedente risultava un accreditamento dell’1,9%. Il saldo primario delle Amministrazioni pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, nel quarto trimestre, con un'incidenza sul Pil del -1,9% (+5,2% nel quarto trimestre del 2019), mentre il saldo corrente delle Amministrazioni pubbliche è stato positivo, con un'incidenza sul Pil dell’1,5% (+5,6% nel quarto trimestre del 2019). Come nei primi nove mesi dell'anno, l'incidenza del deficit delle Amministrazioni pubbliche sul Pil è sensibilmente aumentata in termini tendenziali per la riduzione delle entrate e per il consistente aumento delle uscite, dovuto alle misure di sostegno al reddito di famiglie e imprese. Infine, è in netto aumento, nel 2020, il rapporto debito/Pil che sale al 155,6% mentre nel 2019 era pari al 134,6%.
Da parte sua Confindustria stima un lieve calo del Pil nel primo trimestre del 2021 rispetto a fine 2020. A marzo, fanno sapere gli economisti di viale dell'Astronomia, si interrompe la crescita dell’attività nell'industria italiana (-0,1%, dopo +0,6% in febbraio e +1,0% in gennaio), ma nel primo trimestre del 2021 si stima un incremento dell’1% rispetto al quarto 2020. Nonostante l’aumento delle restrizioni in Italia - sottolinea il Csc - l’industria conferma dunque una buona tenuta, in questa fase sostenuta maggiormente dall'accelerazione della domanda estera”. La domanda interna, ”meno dinamica a causa delle limitazioni negli spostamenti e nello svolgimento di alcune attività, incide sul comparto terziario che nel primo trimestre zavorra la dinamica del Pil, attesa in marginale arretramento”. Le indagini qualitative (Istat e Pmi manifatturiero) ”confermano un cauto ottimismo sull'evoluzione della domanda nei prossimi mesi, in linea con le rassicurazioni del Governo sulla rapida ed efficiente evoluzione della campagna vaccinale”.
Giampiero Guadagni
 

( 2 aprile 2021 )

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