Giovedì 1 dicembre 2022, ore 7:04

Economia 

Manovra sul tavolo del Cdm 

Taglio del cuneo rafforzato fino a 3 punti per i redditi bassi; superamento della legge Fornero con una soluzione ponte che vincola quota 41 al paletto dei 62 anni di età; una stretta sul reddito di cittadinanza per la quale si valuta anche il possibile taglio dell’assegno. Sono i capisaldi della manovra che il Consiglio dei ministri vara nella serata di lunedì. Una legge di bilancio di circa 32 miliardi, di cui i due terzi (21 miliardi in deficit) destinati all’emergenza energia. Sulle altre misure pende la scure delle coperture finanziarie, da trovare nello stesso settore di intervento. Tra i nodi più intricati quello dell’Iva, con l’ipotesi di azzerarla o ridurla su pane, pasta e latte. Una misura, da quasi mezzo miliardo ma che secondo i consumatori porterebbe nelle tasche dei cittadini un beneficio di soli 21 euro. Si ragiona anche sulla stretta (con la quale si cercano risorse per 1,5-2 miliardi) al Reddito di cittadinanza: l'aiuto resterà per i poveri, avviando una lotta ai furbetti del reddito. Per il resto, non sarà a vita e l'idea è di toglierlo agli occupabili con una fase transitoria di sei mesi. Tra le certezze, oltre al pacchetto dedicato all'energia (che contiene sconto benzina e crediti di imposta rafforzati per le imprese), per il cuneo fiscale si va verso una replica del taglio di 2 punti introdotto dal governo Draghi per i redditi fino a 35mila euro, mentre il taglio sarà incrementato a 3 punti per le fasce più fragili, con reddito inferiore a 20mila euro. Il beneficio, ha assicurato fino all’ultimo il sottosegretario Fazzolari, sarà ”tutto a sostegno del lavoratore”. Per le pensioni la formula trovata per superare la legge Fornero è 41 + 62: una soluzione ponte, per dedicare l'anno prossimo a mettere in piedi una riforma pensionistica complessiva insieme alle parti sociali. Sulla flat tax resta confermato l'aumento della soglia (da 65 a 85mila euro) per autonomi e partite Iva. Nella tanto voluta ”tregua fiscale” rimane l’azzeramento delle cartelle sotto i mille euro, mentre è accantonato lo scudo fiscale per i capitali all'estero. Per le famiglie incremento dell’assegno unico e ad un intervento sui congedi parentali. Rimodulati gli extraprofitti. Il Governo sta lavorando anche a una norma di price cap nazionale sull'energia, anche in vista della riunione del Consiglio straordinario del 24 novembre quando i ministri dell'Energia dei 27 Paesi Ue torneranno a riunirsi per discutere le proposte dalla Commissione europea.
I sindacati tengono altissima la guardia. Sottolinea il segretario generale della Cisl Sbarra: ”I provvedimenti di sostegno introdotti in questi mesi sono importanti, ma non bastano. Bisogna confermare ed elevare la decontribuzione del 2% sul cuneo fiscale, operare un deciso taglio delle tasse su lavoro e pensioni, centrare gli obiettivi del Pnrr generando buona occupazione specialmente in un Mezzogiorno privo di infrastrutture materiali e sociali. Si devono rilanciare le politiche di welfare, la scuola, la sanità pubblica, il sostegno alla non autosufficienza. Vanno detassati gli accordi di produttività e sterilizzata l'Iva sull'acquisto di beni di largo consumo per le fasce deboli. Misure da finanziare - conclude Sbarra - intensificando la lotta all'evasione fiscale, elevando la tassazione sugli extraprofitti energetici allargandola anche alle multinazionali della logistica e dell'economia digitale. Altre risorse possono essere reperite dalla verifica dei decreti passati, finanziati ma inattuati o a scarso tiraggio”.
Da parte sua il presidente di Confindustria Bonomi apprezza l’intenzione di mettere tutte l risorse disponibili sul caro bollette per imprese e famiglie. Ma chiede un ”intervento choc” sul cuneo fiscale, ”un investimento da 16 miliardi, due terzi a favore dei lavoratori, un terzo a favore delle imprese”.
Giampiero Guadagni

( 21 novembre 2022 )

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