Martedì 16 luglio 2024, ore 8:13

Istat 

Nel 2023 l'Italia cresce più della media europea 

L'economia globale, a inizio 2024, ”resta penalizzata da una elevata incertezza sull'evoluzione delle tensioni geo-politiche e si caratterizza per prospettive di crescita moderate”. Lo evidenzia l'Istat nella Nota sull'andamento dell'economia in Italia, ricordando che lo scorso anno, l'Italia ha registrato un incremento annuo del Pil dello 0,9%, in decelerazione rispetto al 2022, ma superiore a quello della media dell'area euro. ”I segnali provenienti dalle indagini sul clima di fiducia sono discordanti”, rileva ancora l'Istat: a febbraio la fiducia è peggiorata per le imprese mentre quella dei consumatori ha continuato a crescere, raggiungendo il livello più elevato da giugno 2023. In un contesto di generalizzata decelerazione degli scambi internazionali, sia le esportazioni sia le importazioni nell'ultima parte del 2023, hanno confermato un ridimensionamento. Da ottobre 2023, la crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo armonizzato in Italia, unico tra i quattro maggiori paesi dell'area dell'euro, è stata inferiore al 2,0%, collocandosi al di sotto della media dell'area euro.
Dopo sei mesi, a gennaio 2024 l'occupazione è diminuita lievemente (-0,1% sul mese precedente). La flessione ha coinvolto i soli uomini e gli individui con meno di 35 anni di età, i dipendenti a termine e gli autonomi. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 7,2%.
Inoltre, ”tra i principali paesi europei, negli ultimi anni, l'Italia ha registrato la crescita del settore delle costruzioni più elevata”. Nei primi mesi del 2020, le misure di contenimento legate alla pandemia avevano penalizzato fortemente il comparto, facendo segnare nel nostro paese il calo più marcato tra le maggiori economie euro insieme alla Francia. Già a partire da inizio 2021, tuttavia, l'indice di produzione delle costruzioni, beneficiando anche di incentivi fiscali, si è riportato sui livelli di gennaio 2020, fornendo impulsi positivi a occupazione e investimenti”.
Ieri intanto ancora un morto in un cantiere. Un operaio di 43 anni di origini albanesi a Carpenedolo, in provincia di Brescia è caduto precipitando per alcun metri.
Commenta il segretario generale della Cisl Sbarra in una intervista a Tv 2000: ”Una strage continua. Ma indignarsi non basta. Dobbiamo fermare questa carneficina. Per questo la Cisl è mobilitata in queste settimane in tutti i luoghi di lavoro e nei territori con tante iniziative: una marcia della responsabilità funzionale ad incontrare lavoratori, cittadini, istituzioni locali, sistema delle imprese. Occorre una strategia nazionale di contrasto ai tanti infortuni e alle malattie professionali, costruendo un grande patto tra il governo, il sistema delle imprese, le organizzazioni sindacali, le regioni”. Per Sbarra ”è stato importante il tavolo di confronto qualche settimana fa a Palazzo Chigi. Ma ora bisogna dare continuità a questo dialogo, attraverso nuovi incontri con il Governo in modo da migliorare e rafforzare le misure messe in campo nel Decreto Pnrr. Giusto aumentare i controlli e le ispezioni nei luoghi di lavoro. Importante, anche se insufficiente, reclutare 766 nuovi ispettori, tecnici della prevenzione, carabinieri dell'ispettorato nazionale. Bene l'idea di puntare sulla qualità dell'impresa con l'esperienza della patente a punti o della patente a credito. Altrettanta positiva la decisione di reinvestire circa un miliardo e mezzo dell'avanzo finanziario Inail in progetti sulla qualità delle imprese, formazione obbligatoria per lavoratori e datori di lavoro, per assumere nuovi ispettori, ricercatori, tecnici della prevenzione ed anche per aumentare rendite e premi verso le persone e le famiglie colpite. A tutto questo bisogna collegare la necessità di trasferire regole e procedure del codice degli appalti pubblici anche ai grandi cantieri privati. Bisogna dare più potere ai nostri rappresentanti sulla sicurezza nelle aziende, nei territori e nei siti produttivi. E dobbiamo investire molto di più su prevenzione, informazione, comunicazione a cominciare dalla scuola. Le aziende sicure sono anche quelle più produttive ed innovative che reggono meglio la competitività sui mercati".
Anche sulle pensioni il numero uno di Via Po incalza il Governo: ”Bisogna aprire un confronto permanente. È necessario restituire una forte stabilità delle regole, introdurre criteri di flessibilità, inclusivita' e solidarietà. Le grandi priorità da affrontare sono una pensione contributiva di garanzia per i giovani, incentivare l'adesione alla previdenza complementare, rendere strutturale l'ape sociale e introdurre flessibilità in uscita”.
Quanto al fisco, ”serve un deciso taglio delle tasse per aumentare il netto in busta paga. La riforma fiscale deve essere progressiva, redistribuitiva e solidaristica, significa tagliare le tasse in via prioritaria alle persone che le pagano fino all'ultimo centesimo: lavoratori dipendenti e pensionati. Bene i primi interventi del Governo ma c'è un ceto medio che sta soffrendo gli effetti della crisi e sta scivolando verso la povertà. Le tasse vanno tagliate in particolare al ceto medio, ai redditi popolari da lavoro e da pensioni. Bisogna alzare l'azione di contesto all'evasione e all'elusione fiscale”.
Giampiero Guadagni

( 12 marzo 2024 )

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