Venerdì 20 marzo 2026, ore 3:27

Manovra 

Pensioni e fisco, proposte sui tavoli 

Nel giorno in cui la manovra, la prima del governo Draghi, approda al Senato, il Governo apre un tavolo serio di confronto con i sindacati confederali.
Martedì dunque, con circa un mese di ritardo, è iniziato l’iter parlamentare con l’avvio della sessione di bilancio. Il ddl deve essere convertito in legge entro il 31 dicembre. Un percorso che si preannuncia non facile e che rischia di riservare non poche insidie all’Esecutivo. Approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre scorso, la legge di bilancio è arrivata in Parlamento a distanza di due settimane lievitata di 34 articoli. Il valore degli interventi, con il decreto fiscale collegato, è salito a circa 64 miliardi nel 2022.
Il fisco è uno dei nodi più spinosi da affrontare. Il Governo punta ad anticipare la riforma fiscale complessiva affidata alla legge delega ma la dote di 8 miliardi per tagliare le tasse non consente particolari novità. Al momento le ipotesi in campo sono un intervento sull’Irap e uno sull’Irpef, attraverso la riduzione del cuneo fiscale e una rimodulazione delle detrazioni o attraverso un ritocco delle aliquote. Un intervento deciso sull'Irpef richiederebbe però risorse più consistenti.
Anche il capitolo pensioni è aperto. Il nuovo pacchetto previdenza, che sancisce la fine di quota 100, vede l'arrivo di quota 102 per un solo anno, ovvero la possibilità di pensione anticipata con 64 anni di età e 38 di contributi, e la proroga dell'Ape sociale allargata e di Opzione donna con gli stessi requisiti: un insieme di misure che consentiranno a 55 mila persone di uscire prima dal lavoro nel 2022. Ma si tratta comunque di una soluzione tampone che non ha messo a tacere i malumori nella maggioranza e che non piace ai sindacati, pronti alla mobilitazione.
Su tutto questo martedì sera confronto di circa due ore a Palazzo Chigi tra il premier Draghi affiancato dai ministri Franco, Orlando e Brunetta e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Garofoli e i segretari generali di Cgil Cisl e Uil.
Incontro ”utile” per Landini, ”positivo” per Sbarra. Il leader della Cisl ha riferito che ”il Governo è pronto ad avviare il confronto con i sindacati per giungere nei prossimi mesi ad un’intesa con i sindacati sulla riforma previdenziale. Partirà anche un tavolo con i sindacati al ministero dell’Economia per definire la modalità di ripartizione degli 8 miliardi per quanto riguarda il fisco. Per noi queste risorse vanno destinate interamente a ridurre il peso della tassazione sui lavoratori e i pensionati”.
Naturalmente i sindacati aspettano di registrare i contenuti del confronto. Intanto continuerà la pressione sociale sulle commissioni parlamentari nel tentativo di migliorare e cambiare la legge di Bilancio.
Da Palazzo Chigi fanno sapere che incontri saranno fissati a partire da dicembre. E viene spiegato che ”nella legge di bilancio non ci sono le risorse per affrontare una riforma strutturale delle pensioni”.
E mercoledì mattina l’Assemblea nazionale di Spi-Cgil, Fnp-Cisl, Uilp-Uil: al centro i temi pensioni, sanità, non autosufficienza. All’Auditorium Parco della Musica interverranno tra gli altri i segretari generali di Spi, Fnp, Uilp, Pedretti, Ragazzini e Barbagallo; e i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Landini, Sbarra e Bombardieri. I pensionati tornano a chiedere al Governo e al Parlamento di ”mettere in campo interventi concreti volti a salvaguardare i 16 milioni di pensionate e pensionati di questo Paese, a partire dalla tutela del potere d’acquisto delle pensioni, dall’emanazione della Legge quadro sulla Non Autosufficienza e dalla riduzione della pressione fiscale sulle pensioni. I pensionati sono il vero ammortizzatore sociale del Paese: è arrivato il momento di dar loro le risposte che meritano”.
Mercoledì il confronto si concentra anche sul tema scuola. Il ministro Bianchi incontra i sindacati. Per i segretari generali della Cisl e della Cisl Scuola Sbarra e Gissi il testo della legge di bilancio trasmesso alle Camere lascia sul tema ”profondamente insoddisfatti e delusi rispetto alle grandi aspettative che ripetuti annunci del Governo e soprattutto gli impegni sottoscritti nel Patto del 24 agosto, avevano suscitato”.
Giampiero Guadagni

( 16 novembre 2021 )

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