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Pil, le chiacchiere stanno a zero

L’Italia resta a crescita zero: nel secondo trimestre del 2019 l’Istat stima che il Pil è invariato sia a livello congiunturale sia a livello tendenziale. E avverte: continua la fase di ”sostanziale stagnazione” dell'economia italiana che prosegue ormai dal secondo trimestre dello scorso anno. Nulla anche la variazione acquisita per il 2019. La recessione tecnica dell'ultima parte del 2018 si è quindi concretizzata in una stagnazione, che a questo punto lo stesso Istituto di statistica fa risalire al secondo trimestre dell'anno scorso. Da allora infatti si sono susseguite variazioni nulle, negative per lo 0,1%, con un solo +0,1% registrato nei primi tre mesi del 2019. Per trovare un dato più alto bisogna tornare al +0,2% di inizio 2018.

Commenta la segretaria generale della Cisl Furlan: ”La crescita zero del Pil conferma le preoccupazioni del sindacato: il Paese è fermo. Con la prossima manovra serve una scossa condivisa con le parti sociali per far ripartire la nostra economia: meno tasse su lavoro e pensioni, sblocco infrastrutture, più investimenti pubblici in innovazione, ricerca, formazione, assunzioni nella P.A. e nella sanità”.

Allarmata anche Confindustria: ”Il dato sulla crescita zero nel secondo trimestre non ci sorprende, sono molti mesi che vediamo l'economia italiana sostanzialmente ferma", sottolinea il capoeconomista Andrea Montanino, che aggiunge: ”Vediamo qualche piccolo segnale positivo che potrebbe ripercuotersi sull'andamento del Pil ma difficilmente nel 2019 andremo oltre la crescita zero che avevamo previsto o solo di qualche decimale. Anche se avessimo una seconda parte del 2019 più positiva ormai l'anno è compromesso”.

La fase di stagnazione dell'economia del Paese preoccupa anche le associazioni dei commercianti. Confesercenti chiede che la manovra punti sulla crescita e Confcommercio parla di una ”Italia bloccata” rinnovando l’invito a non aumentare l'Iva perché interventi in questo senso peggiorerebbero ”la già fragile situazione”.

Dura anche l'opposizione. Il segretario Pd Zingaretti sottolinea che ”questo governo sta uccidendo la speranza degli italiani. Organizziamo l'alternativa: vogliamo lavoro, scuola, sanità, investimenti”.

Il governo, alle prese con l’ormai costante scontro tra M5S e Lega, festeggia invece altri dati Istat, quelli che parlano di una disoccupazione ai minimi dal 2012. Per il segretario generale aggiunto della Cisl Sbarra (vedi servizio a pagina 2) ”continuano ad arrivare segnali oscillanti: dopo la lieve ma continua crescita dei primi mesi dell'anno, a giugno, c'è una lieve riduzione di occupati, dovuta soprattutto al calo tra i lavoratori autonomi e tra gli uomini, nonostante il tasso di occupazione sia al suo massimo storico”. Sulla stessa lunghezza d’onda la Cgil. Per Corso d’Italia ”in un anno questo governo è riuscito a portare l'economia italiana prima in recessione e poi in stagnazione, e anche il nostro mercato del lavoro, nonostante i dati apparentemente positivi, continua a non godere di buona salute”.

( 31 luglio 2019 )

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