Giovedì 29 gennaio 2026, ore 4:29

Industria 

Stellantis, primo bilaterale tra sindacati 

Prove di dialogo tra sindacati italiani e francesi del neo gruppo Stellantis. Lunedì si è svolto in videoconferenza, da Torino, il primo confronto bilaterale Italia – Francia tra rappresentanti di Fim Cisl, di Fgmm-Cfdt (Fédération Générale del Mines et de la Métallugie) e Force Ovrier–Metaux. Al centro del confronto: la reciproca conoscenza e lo scambio di informazioni sulle rispettive realtà industriali e sindacali dopo le nozze tra i due colossi dell’auto Fca e Psa. A far gli onori di casa il segretario generale della Fim Torino-Canavese Cisl, Davide Provenzano che ha aperto l’incontro, parlando della fusione dei due gruppi automobilistici in termini di fatturato, numero di addetti, stabilimenti, produzioni, modelli e mercati.
Secondo l’analisi del Centro Studi di Fondazione Ergo, illustrata dal segretario Fim territoriale, il nuovo gruppo Stellatis, quarto al mondo dopo Volkswagen, Toyota e Renault/Nissan, ha un fatturato complessivo - escluso quello di Faurecia, la società di componentistisca di Psa - di 167 miliardi di euro (108 Fca, 59 Psa), 49 stabilimenti (26 Fca, 23 Psa), 400mila dipendenti (190mila Fca, 209mila Psa), 8,1 milioni di veicoli prodotti (4,4 Fca, 3,7 Psa) e 5 miliardi di euro di liquidità generata dall’azienda (1,8 Fca, 3,2 Psa).
“Tra i nodi da sciogliere nella fusione Fca-Psa – ha osservato Provenzano, rivolgendosi anche ai colleghi dei sindacati francesi collegati in videoconferenza e invitati tutti a Torino appena la pandemia lo consentirà – c’è la sovracapacità produttiva di tutti gli stabilimenti Stellantis, il ruolo di Faurecia, la società di componentistica di Psa, con 100mila dipendenti, 37 centri di ricerca e decine di impianti produttivi, e l’eventuale spin off di Comau, l’azienda di robotica di Fca”.
Dopo Provenzano hanno preso la parola, illustrando le rispettive realtà produttive, i responsabili Fim del Centro Ricerche, degli stabilimenti Mirafiori e Maserati, Roberto Guerzoni, Gianni Comparetto e Marcello Gulisano. Per i sindacati francesi sono intervenuti invece Benoit Vernier e Jean Marie Robert di Fgmm-Cfdt, Deborah Schorr di Fo-Metaux e Phlilippe Gilleron, segretario del Cae di Psa.
Tutti hanno ribadito la necessità di costruire rapporti sempre più stretti e continuativi tra le organizzazioni sindacali dei due Paesi. Rispondendo alle sollecitazioni dei colleghi italiani i sindacalisti francesi hanno detto che Oltralpe non esiste un Contratto collettivo specifico di lavoro come in Italia, che c’è un’organizzazione di lavoro simile al Wcm (World Class Manifacturing), e che anche da loro si utilizzano gli incentivi all’esodo. Inoltre, la legislazione francese favorisce i lavori usuranti, consentendo ai lavoratori interessati di raggiungere i requisiti per la pensione a 60 anni di età.
Nel suo intervento conclusivo, il segretario nazionale Fim e coordinatore europeo del Cae Fca, Ferdinando Uliano, ha evidenziato l’importanza di questo confronto in una fase di avvio di una nuova e importante avventura industriale. “Ad oggi esistono ancora i tre Cae (Opel, Fca e Psa) – ha detto Uliano –, ma l’obiettivo è costruirne uno unico. Il prossimo appuntamento importante sarà il piano industriale di Stellantis. E per noi sarà centrale la risposta su investimenti e occupazione. Il sindacato deve essere pronto a quell’appuntamento. Nel frattempo è importante continuare a sviluppare momenti di confronto tra sindacati e delegati perché questo consente di imparare a conoscersi, scambiandosi informazioni di come la gestione sindacale avviene nei vari stabilimenti, utili a un lavoro costruttivo per il futuro”.

Rocco Zagaria

( 22 febbraio 2021 )

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