Giovedì 13 dicembre 2018, ore 1:41

Quotidiano di informazione socio‑economica

Global

Amazon, il posto di lavoro più rischioso d’America

 PIC FROM CATERS NEWS - (PICTURED: General manager Sarah Rhoads in amongst clothing stock) - These incredible pictures show busy staff sorting through thousands of products ahead of Manic Monday. Workers wander through towering shelves sorted to within an inch of their lives at the Amazon warehouse in Swansea, Wales. Piles of card boxes can be seen for as far as the eye can see ready to be shipped out ahead of Manic Monday  which experts predict will be the busiest online shopping day of 2014. SEE CATERS COPY.

Da dipendente Amazon a senzatetto, tutto nell’arco di pochi mesi. E’ quanto accaduto ad una donna americana di 49 anni, Vickie Shannon Allen, un tempo impiegata nel magazzino Amazon di Haslet, in Texas, e che oggi, dopo aver perso la sua unica fonte di reddito, è costretta a vivere in macchina. Colpa di un infortunio sul lavoro, di quelli che capitano se sei costretto a lavorare con il fiato sul collo di un superiore che controlla anche il tempo che ci metti a fare pipì. La sfortuna però è stata anche aiutata da attrezzature non perfettamente funzionanti, che hanno causato la caduta accidentale di oggetti sulla schiena della malcapitata. La storia è stata pubblicata dal quotidiano britannico The Guardian qualche giorno fa, proprio alla vigilia della presentazione dell’ultima trimestrale del colosso dell’e-commerce, che seguita a macinare record, incurante di dazi e guerre commerciali: un utile netto cresciuto di 12 volte, a quota 2,5 miliardi di dollari e un fatturato di 52,9 miliardi, in crescita del +39%. Tutto questo mentre Vickie Allen, a seguito dell’infortunio, diventava invalida, e dunque di peso all’azienda. Per quello che il Guardian ha potuto accertare, non si tratta di un caso isolato. Non a caso la società di Jeff Bezos, ad aprile 2018, è rientrata nella lista nera degli ambienti più pericolosi in cui lavorare, stilata dal Consiglio nazionale per la sicurezza e la salute sul lavoro degli Stati Uniti. L’aspetto più paradossale della faccenda è che il patron di Amazon è anche l’uomo più ricco del mondo. Il suo patrimonio personale si aggira sui 150 miliardi di dollari, ben 55 miliardi in più di Bill Gates, che si è classificato al secondo posto. Ma Bezos, 54 anni, ha superato Gates anche per la sua ricchezza corretta per l'inflazione. I 100 miliardi di dollari che valeva Gates nel 1999, all'apice della bolla dotcom, oggi valgono 149 miliardi di dollari. Ciò rende l'amministratore delegato di Amazon il più ricco di chiunque altro sulla terra dal 1982, quando Forbes pubblicò la sua prima classifica dei miliardari. E, secondo la rivista statunitense The Atlantic , "avrà bisogno di spendere circa 28 milioni di dollari al giorno solo per evitare di accumulare ancora più ricchezza". Ecco, sarebbe bello se quei 28 milioni di dollari al giorno fossero spesi per rendere Amazon un posto più sicuro in cui lavorare.

L'azienda, dal canto suo, ribadisce che le testimonianze riportate nell'inchiesta pubblicata sul Guardian non rappresentano un quadro veritiero delle condizioni di lavoro in Amazon. "Siamo orgogliosi dei record raggiunti nella sicurezza e migliaia di nostri dipendenti si impegnano ogni giorno per introdurre innovazioni che migliorino il lavoro", scrive in una nota. "Amazon ha creato oltre 130.000 posti di lavoro solo nell’ultimo anno e al momento conta 560.000 dipendenti in tutto il mondo. Garantire la sicurezza dei nostri dipendenti rappresenta per noi una priorità assoluta", assicura.

Ester Crea

( 2 agosto 2018 )

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Google Plus Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Commenta

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1

FOTO GALLERY

© 2001 - 2018 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it