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Bce: la fiammata del gas è un rischio per la ripresa

La ripresa dell'Eurozona regge, a dispetto dei segnali di rallentamento e della pandemia che rialza la testa. Ma le strozzature al commercio globale che fanno volare i noli dei container, e il caro-energia con il gas sopra i 100 dollari per le tensioni col Cremlino sul gasdotto Nord Stream 2, pongono un nuovo rischio per le prospettive di crescita.
A mettere a fuoco il quadro dei rischi per l'Eurozona è la Financial Stability Review della Bce, un rapporto semestrale che, a differenza dell'edizione dello scorso maggio, non si sofferma più di tanto sulla fiammata dei casi di Covid-19 in Paesi come la Germania o l'Olanda, anche se la pandemia resta il rischio economico globale numero uno a causa della disparità nella diffusione dei vaccini. Neanche i timori di grossi default aziendali, e di conseguenza crac bancari, sembrano più essere al centro del radar di Francoforte (l'Eba pubblicherà i suoi stress test il 3 dicembre): in tutta l'Eurozona "la dipendenza dai sostegni economici è scesa, con numerosi meccanismi che sono scaduti senza creare effetti dirompenti", dice il vicepresidente della Bce Luis de Guindos.
Se lo scenario di sei mesi fa sembra superato grazie all'aiuto proprio della Bce e dell'espansione di bilancio, la Bce vede comunque rischi per la stabilità finanziaria. Quello che ruota attorno al ritorno dell'inflazione da energia, semiconduttori, strozzature al commercio globale non è il primo ad essere citato nel Rapporto sulla stabilità finanziaria. Ma è il più attuale, con lo stop da parte della Germania al North Stream 2 e la posizione del portavoce del Cremlino sull'aumento delle forniture al Vecchio continente ("è una questione di contatti diretti tra i consumatori e i fornitori di gas, una questione puramente commerciale") che hanno fatto volare il gas di oltre il 5% sopra i 100 dollari al megawattora. "Le difficoltà nelle catene globali di fornitura e i recenti rialzi dei prezzi energetici potrebbero creare difficoltà alla ripresa economica e alle prospettive d'inflazione", avverte Francoforte. Innanzitutto spingendo l'inflazione globale, con una fiammata arrivata a oltre il 4% nell'area euro che minaccia il potere d'acquisto, e quindi i consumi.
E poi mettendo in difficoltà la produzione da parte delle imprese alle prese con approvvigionamenti più difficoltosi. Il rischio, si legge nelle pieghe del documento, è che le perturbazioni alla catena delle forniture possano intensificarsi nel caso in cui il Covid richiedesse nuovi lockdown, specie nei mercati emergenti che hanno meno vaccinazioni. Se tale pressioni inflazionistica si trasferisse ai salari, l'inflazione che la Bce giudica oggi temporanea si farebbe più persistente "traducendosi alla fine in una stretta alle condizioni finanziarie" che peserebbe sulla ripresa. Altro rischio è l'esuberanza per gli investitori, alimentata dalla montagna di liquidità con cui le banche centrali hanno inondato le economie: preoccupano i mercati immobiliari di alcuni Paesi, la corsa verso asset rischiosi come i 'junk bond'.
Riguarda anche le Borse che continuano a correre, e de Guindos avverte: questi investimenti sono "suscettibili a correzioni". E la corsa alle stablecoin, così come l'esposizione della finanza non bancaria (quello che si chiamava fino a poco tempo fa il 'sistema bancario ombra’) verso attività a volte poco liquide, "richiede un'urgente realizzazione di uno meccanismo di regolamentazione, di vigilanza e controllo". E poi c'è il debito sovrano dell'Eurozona: toni del tutto diversi rispetto al passato, anzi oggi la Bce loda l'espansione di bilancio tesa a stabilizzare il debito tramite la crescita. Ma c'è un caveat per il futuro: se i costi di finanziamento dovessero salire e la crescita economica risultasse inferiore alle aspettative, ciò potrebbe mettere la dinamica del debito sovrano in una traiettoria sfavorevole, specie nei Paesi a più alto debito, dice la Bce. I mercati dovrebbero rifare i conti, lo spread risalirebbe. Una dinamica che al momento "non ha un'alta probabilità" ma che va comunque monitorata.

Rodolfo Ricci

( 18 novembre 2021 )

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