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Germania, +6% in busta paga anche per i lavoratori pubblici

di Ester Crea

In Germania la tornata dei rinnovi contrattuali è iniziata con l’intesa raggiunta dall’Ig Metall per i lavoratori dell'industria della Germania sudoccidentale all’inizio di questo mese. Una tornata importante perché segna, per i sindacati tedeschi, la fine della fase di moderazione salariale che ha consentito alla locomotiva tedesca di ripartire. Ora è tempo che su quel treno salgano anche i lavoratori. Frank Bsirske, presidente del potente sindacato Verd.di, il secondo più importante in Germania dopo l’Ig Metall, la scorsa settimana ha annunciato la richiesta di un aumento di stipendio del 6% per i circa due milioni di impiegati della pubblica amministrazione e delle autorità locali. Il che - ha precisato Bsirske - dovrebbe portare ad un aumento medio di almeno 200 euro al mese per ciascun lavoratore.

Aumenti salariali che dovrebbero essere giustificati anche da un leggero incremento della spesa media da parte dei consumatori, visto che la domanda interna ha scavalcato le esportazioni, diventando il principale motore della crescita in Germania. Le forti importazioni, infatti, hanno comportato un calo dell'eccedenza commerciale nel 2017 per la prima volta in otto anni.

L'anno scorso i Länder hanno siglato un accordo con i sindacati per aumentare i salari in due fasi, del 2,0% nel 2017 e del 2,35% rispetto a gennaio 2018, quando questi ultimi richiedevano invece il 6% annuo.

In precedenza, nel 2016, i dipendenti della pubblica amministrazione e delle autorità locali avevano ottenuto un aumento salariale del 4,75% complessivo, ripartito in due tranche.

Quest’anno i negoziati con l'Associazione dei datori di lavoro comunali (VKA) e il ministro federale uscente dell'interno Thomas de Maizière (CDU) inizieranno il 26 febbraio a Potsdam. Il round finale è previsto per metà aprile. Se a quel punto si sarà istituita una nuova grande coalizione e il capo della CSU Horst Seehofer succederà a de Maizière come previsto, i sindacati porteranno a termine con lui le trattative.

Se le richieste sindacali fossero totalmente accolte, gli enti locali dovrebbero sostenere costi aggiuntivi per 6,4 miliardi di euro, mentre il governo federale se la caverebbe con 740 milioni di euro (1,8 miliardi di euro con i funzionari).

(Articolo completo domani su Conquiste Tablod)

( 19 febbraio 2018 )

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