Martedì 16 luglio 2024, ore 8:30

Strasburgo 

Il Parlamento Ue alza gli obiettivi sulla direttiva per case green 

L'asticella del Parlamento europeo si fa sempre più alta e arriva a toccare la classe D, passando prima per la E, in una corsa a perdifiato verso case sempre più green già tra la fine del decennio e l'inizio del prossimo. Un obiettivo ambizioso - e favorevole al Nord Europa - che gli eurodeputati intendono raggiungere chiedendo però anche il sostegno di fondi comuni. Ma che resta del tutto "irrealizzabile" per l'Italia: l'infausta profezia dei costruttori edili (Ance) stima che servirebbero 630 anni solo per riqualificare "al primo step" tutto il patrimonio immobiliare nazionale. E per vedere chiuso il cerchio delle emissioni inquinanti bisognerebbe aspettarne 3.800. Numeri da utopia che alimentano uno scontro politico destinato a tenere banco nei mesi a venire, con il governo pronto a dare battaglia per un accordo finale sulla direttiva Ue che è ancora tutto da definire.

Dopo aver digerito oltre 1500 emendamenti, Popolari (Ppe) Socialisti (S&D), Liberali (Renew), Verdi e Sinistra, guidati nella commissione Industria ed Energia (Itre) del Pe dall'irlandese Ciaran Cuffe, hanno trovato l'accordo che sarà votato il 9 febbraio prima di approdare in plenaria: il 15% degli edifici più energivori sarà la nuova classe G, ed entro il primo gennaio 2030 gli immobili residenziali dovranno rientrare nella classe energetica E. Tre anni più tardi sarà obbligatorio passare alla classe D. Per arrivare alle emissioni zero al 2050. Una promozione che prevede alcune eccezioni - case di vacanza, palazzi storici ufficialmente protetti, chiese e abitazioni indipendenti di meno di 50 metri quadrati - richiede un taglio dei consumi energetici di circa il 25%, con interventi come cappotto termico, sostituzione degli infissi, nuove caldaie a condensazione, pannelli solari.

Da realizzare, secondo gli europarlamentari anche con risorse comuni da fondi coesione, Pnrr e Fondo sociale per il clima, e non solamente con politiche nazionali di agevolazione di mutui e prestiti come previsto in origine da Bruxelles. Principi finanziari di massima condivisibili anche per i due gruppi di Identità e Democrazia (Id) e Conservatori (Ecr), le due famiglie politiche europee rispettivamente di Lega e Fratelli d'Italia che si sono però opposte al compromesso in disaccordo con tempistiche ritenute incongruenti - Ance porta l'esempio degli sforzi, pur positivi, del Superbonus, che hanno permesso una ristrutturazione a velocità 'ridotta' rispetto alle ambizioni Ue di 360mila edifici in due anni - e simulacro di "un'ideologia" cieca che dovrà essere superata, negli auspici della relatrice ombra in Itre, la leghista Isabella Tovaglieri, nei negoziati futuri tra il Parlamento europeo, la Commissione Ue e gli Stati membri. Anche perché, sostiene l'Ance, "la capacità tecnica di realizzare gli interventi c'è" come dimostrato con il Superbonus, "ma bisogna avere la politica e gli strumenti per tenere questo ritmo e raggiungere l'obiettivo".

L'approccio comune dei governi nazionali, siglato anche dal ministro Gilberto Pichetto lo scorso ottobre, disegna una traiettoria che dovrebbe portare ogni Paese ad avere una performance energetica del patrimonio residenziale in classe D entro il 2033, ma calcolata sulla media di tutti gli immobili. Una posizione "più laica" per Tovaglieri, ma da migliorare con un'azione di governo che, nelle richieste del presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, sarà chiamato a "difendere il risparmio degli italiani". Italiani che chiedono abitazioni di classe energetica A e la direttiva Ue sulle 'Case green' è dunque l'occasione per rinnovare il parco immobiliare del Paese. È quanto emerge da un'indagine chiesta da Confindustria Assoimmobiliare a Swg che fotografa l'impatto della Direttiva, attualmente in discussione al Parlamento europeo, sulle scelte dei proprietari e dei potenziali acquirenti. Il 56% di coloro che hanno intendono acquistare una casa dichiara di volerla di classe A e il 55% esclude di acquistarne una con valori energetici più bassi (da E a G) anche se costasse di meno.

Il 67% dice che oggi ci sono poche abitazioni disponibili in classe A e secondo il 71% tutte le nuove abitazioni dovrebbero essere costruite in classe A. "Questi dati ci indicano una strada, che il mercato ha già cominciato a percorrere - sostiene la presidente di Confindustria Assoimmobiliare Silvia Rovere - Esiste una domanda forte e diffusa di case green che sta orientando le decisioni di investimento delle famiglie e che ha bisogno di un'offerta adeguata".
Il che dimostra che "non basta la riqualificazione dell'esistente, che difficilmente consente di arrivare alla classe energetica A e a consistenti risparmi sulla bolletta energetica. Occorre sostituire il patrimonio immobiliare esistente con nuove costruzioni ad alte prestazioni energetiche. Senza consumare nuovo suolo".

Rodolfo Ricci

( 3 febbraio 2023 )

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