Giovedì 29 febbraio 2024, ore 14:04

Bruxelles 

L’Ue prova lo sprint finale per un’intesa sul Patto di stabilità 

Il tempo sembra ormai agli sgoccioli. La presidente Ursula von der Leyen, ha sottolineato «l'urgenza della questione. L a Commissione spera e farà il possibile per supportare la presidenza spagnola ad arrivare ad un accordo entro fine anno sulle nuove regole Ue. Lo ha ribadito una portavoce dell'esecutivo Ue soffermandosi, nel briefing con la stampa, sul rallentamento dei negoziati sul nuovo Patto di stabilità. Però è difficile che una proposta sulla riforma del Patto arrivi già all' Ecofin del 9 novembre, come indicato dalla presidenza di turno al termine della riunione a Lussemburgo. "Nulla è impossibile, ma la tempistica sarebbe ambiziosa", dice una persona a conoscenza della trattativa. Un nuovo testo non è sul tavolo e anche ci fosse servirebbe tempo agli Stati per analizzarlo e discuterlo.

"Gli spagnoli non stanno presentando la proposta per provare a trovare un accordo", dice una fonte diplomatica. "La tempistica indicata dalla presidenza spagnola non è realistica", afferma un'altra fonte diplomatica. Francia e Germania continuano a lavorare insieme per la riforma del Patto di stabilità dell'Ue, anche se un'intesa resta lontana e si avvicina fine anno con la prospettiva del ritorno alle regole della 'vecchia' governane economica sospesa a inizio pandemia. Alla riunione dell'Ecofin si sarebbe trovata, secondo quanto filtrato, una 'convergenza' sulla necessità di paletti per il calo del debito, resta da chiarire quanto e in che tempi. Per l'Italia, ha sottolineato il ministro Giancarlo Giorgetti, conta che tutto sia "sostenibile" e "realistico" e permetta investimenti nelle priorità strategiche Ue e nella difesa.

Sulla manovra la Commissione europea darà il proprio giudizio il 21 novembre nell'ambito del semestre europeo, con anche una valutazione rispetto alle raccomandazioni specifiche per Paese. Del Patto di stabilità intanto si riparlerà come detto al Consiglio dell'Economia del 9 novembre, con la presidenza spagnola fiduciosa di poter trovare un'intesa entro il 2023 e pronta a Ecofin straordinari, se necessario. Parigi ha giocato la carta del debito, che vorrebbe al centro delle salvaguardie: ci si focalizzi su "un solo elemento", ha detto il ministro dell'Economia Bruno Le Maire, in seguito si potrà "procedere e focalizzarsi su altri argomenti come la riduzione del deficit".

In risposta Berlino ha rilanciato sul deficit, sostenendo che debito e disavanzo vadano tenuti insieme nelle salvaguardie, e che l'obiettivo del disavanzo al 3% del Pil sia un massimo "e non un obiettivo": la riforma dovrebbe prevedere persino un margine di sicurezza rispetto al riferimento del 3% ha detto il ministro tedesco Christian Lindner. Dichiarazioni dalla forte valenza politica, anche se la lettura prevalente è che sia un gioco delle parti: pianissimo, ma la trattativa fa passi avanti. Resta il fatto che nelle dichiarazioni pubbliche i tedeschi hanno alzato la posta e i francesi son sembrati voler spostare il focus dal deficit, il cui calo sarebbe faticoso per Parigi con le nuove regole.

Rodolfo Ricci

( 31 ottobre 2023 )

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