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La Bce chiede di aumentare la domanda interna nella Ue 

Il protezionismo non è la risposta per creare maggiore stabilità in Europa, ma serve lavorare per modellare la direzione dei commerci. Indispensabile inoltre rafforzare la domanda interna e puntare soprattutto sugli investimenti "green". Gli argomenti sono stati affrontati dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, nella Jacobsson Lecture e poi nel direttivo di ieri a Francoforte. "Ci sono due priorità - ha sostenuto - che aiuterebbero l'Europa a fungere da ancora di stabilità in un mondo più fratturato e incerto. Come prima priorità, dobbiamo essere chiari sul fatto che voltare le spalle all'apertura commerciale non è la risposta. Dovremmo usare il nostro peso economico per modellare l'apertura in una direzione europea, che dovrà essere caratterizzata dall'essere ragionevoli piuttosto che reazionari, dalla cooperazione piuttosto che dal conflitto e dalla ridistribuzione dei guadagni della globalizzazione.
Allo stesso tempo, dobbiamo proteggerci dai rischi nelle aree in cui le nostre vulnerabilità sono eccessive. Ci sono beni e servizi vitali che non possiamo produrre facilmente a casa e dove abbiamo bisogno di più assicurazione contro gli shock esterni". La seconda priorità - ha continuato la presidente della Bce - è che l'Europa rafforzi la propria domanda interna. "Ciò è essenziale per compensare un panorama globale più incerto in cui le economie possono trovare più difficile fare affidamento sulla domanda esterna nei momenti di bisogno. Ciò renderebbe la crescita europea più robusta, oltre a contribuire a stabilizzare la crescita globale se il contributo di altre economie si indebolisse".
"Dobbiamo indirizzare gli investimenti pubblici e privati - ha sostenuto - verso le aree dell'economia che genereranno in futuro maggiori redditi reali, vale a dire i settori verde e digitale". Si stima che gli investimenti "green" abbiano un moltiplicatore da due a tre volte superiore rispetto agli investimenti non verdi. L'Europa dispone già dello strumento ideale per avviare questo processo, sotto forma del fondo Next Generation Eu da 750 miliardi di euro istituito in risposta alla pandemia. La Commissione europea stima - ha concluso - che Ngeu potrebbe aumentare la produzione potenziale del 3% in alcuni Paesi entro il 2024.
"Ma dobbiamo anche affiancare alla Ngeu - che è temporanea - progressi permanenti nell'allargare e approfondire i mercati dei capitali europei per gli investimenti verdi e innovativi". Sull’altra sponda dell’Oceano l'attività economica è cresciuta a una velocità fra il "modesto e il moderato", con alcuni distretti che vedono un rallentamento della crescita per le strozzature alle catene di approvvigionamento e la variante Delta, ha affermato la Fed nel Beige Book, il rapporto sullo stato dell'economia che farà da base alle decisione della prossima riunione della banca centrale. Molti distretti hanno riportato prezzi "significativamente elevati".

Rodolfo Ricci

( 21 ottobre 2021 )

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