Martedì 28 maggio 2024, ore 13:33

Europa 

Villeroy: i tassi della Bce presto toccheranno il picco più alto 

I tassi di interesse raggiungeranno "presto" il picco alto nella zona euro, prima di rimanere su questo "altopiano" per il tempo necessario al rallentamento dell'inflazione. Questa è la previsione del governatore della Banque de France, François Villeroy de Galhau. L'inflazione dei prezzi al consumo è scesa al 5,5% su base annua a giugno nell'Eurozona, ma resta ben al di sopra del target del 2% che la Banca centrale europea vuole raggiungere in futuro, con orizzonte temporale ancorato al 2025.

"In Francia abbiamo superato il picco dell'inflazione e presto raggiungeremo il punto più alto dei tassi di interesse nella zona euro", ha indicato François Villeroy de Galhau durante gli Incontri economici da Aix-en-Provence. "Non sarà un picco, ma piuttosto un alto plateau su cui dovremo rimanere abbastanza a lungo per garantire la piena trasmissione di tutti gli effetti della politica monetaria", ha affermato. Nel tentativo di arginare l'inflazione, la banca centrale ha intrapreso un inasprimento monetario su una scala senza precedenti nell'ultimo anno. Negli ultimi undici mesi ha alzato i suoi tassi di riferimento di 4 punti percentuali e ha innalzato il suo tasso di riferimento sui depositi al 3,5%. Il presidente della Bce Christine Lagarde ha già avvertito che l'aumento dei tassi continuerà a luglio. Tra l’altro, entrano in vigore domani le nuove regole Ue destinate a consentire un maggiore controllo contro investimenti esteri considerati 'ostili' o comunque pericolosi per gli interessi strategici europei.

Una sorta di scudo anti-scalate o 'golden rule' per evitare che aziende di Paesi extra- Ue - come ad esempio la Cina - che beneficiano di sussidi pubblici possano realizzare operazioni lesive degli interessi e dell'integrità europeaIl regolamento sulle sovvenzioni estere stabilisce in particolare l'obbligo per le società di notificare concentrazioni se nell'acquisizione una delle parti o l'impresa comune generi un fatturato nell' Ue di almeno 500 milioni di euro, quando alle parti siano stati concessi contributi finanziari esteri per almeno 50 milioni negli ultimi 3 anni.

Oppure se vi siano contributi esteri nelle procedure di appalto pubblico, in contratti per almeno 250 milioni di euro, con un contributo finanziario estero aggregato di almeno 4 milioni per paese terzo negli ultimi 3 anni. Tra i punti che dovranno venir segnalati nelle aggregazioni in questione anche le informazioni su contributi finanziari non inferiori a 1 milione di euro, concessi ai soggetti dell'operazione negli ultimi 3 anni, nei casi più suscettibili di distorcere il mercato interno, come quelli concessi a imprese in difficoltà, quelli che facilitano direttamente una concentrazione o garanzie illimitate. Negli altri contributi andrà fornita una panoramica di quelli concessi nei 3 anni precedenti, per almeno 1 milione di euro e in relazione ai soli Paesi che hanno concesso alle parti della operazione di almeno 45 milioni di euro nei 3 anni precedenti la concentrazione, fatte salve alcune eccezioni.

Rodolfo Ricci

( 10 luglio 2023 )

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