Giovedì 2 aprile 2020, ore 16:38

Quotidiano di informazione socio‑economica

La protesta dei sindacati

I pensionati non sono il bancomat del Governo

di Francesco Gagliardi

Centomila persone in piazza San Giovanni a Roma, alla manifestazione nazionale indetta da Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil con lo slogan ”Dateci retta”, per dire al Governo di smetterla di trattare i pensionati come un bancomat da cui prelevare a piacere.

I sindacati dei pensionati di Cgil Cisl e Uil protestano contro il nuovo taglio della rivalutazione degli assegni, con relativa richiesta da parte dell’Inps di restituire quanto versato ai pensionati con trattamenti superiori a tre volte il minimo. Ma anche per chiedere la riduzione del carico fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati, per il rilancio del Servizio sanitario nazionale efficiente e ”universale” e per una legge sulla non autosufficienza.

E per sostenere le loro rivendicazioni, oltre ai segretari generali di Spi Fnp e Uilp, alla manifestazione hanno partecipato anche i leader delle tre confederazioni, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo (attualmente anche reggente Uilp) e le segreterie nazionali.

”Abbiamo riconquistato, dopo tanti anni, piazza San Giovanni, l’abbiamo riempita e ne siamo orgogliosi” dice il segretario generale della Fnp-Cisl, Gigi Bonfanti. ”E questa - aggiunge - è una rappresentanza reale, non è un tweet”.

Rappresentanza che, come recita uno slogan dei manifestanti ”abbiamo 16 milioni di buoni motivi” per essere ascoltati, tanti quanti gli iscritti alle tre federazioni, difficilmente potrà essere archiviata come nulla fosse. ”Senza risposte da parte del governo - avverte infatti il leader dei Pensionati Cisl - metteremo in campo una serie di iniziative: dallo sciopero dei nonni allo sciopero generale”. Per Bonfanti, ”da troppo tempo il governo si dimentica dei pensionati”. E ”da questa piazza - scandisce - chiediamo con forza la perequazione delle pensioni. Perchè le pensioni - sottolinea il sindacalista - non sono un regalo del Governo ma il frutto del lavoro di una vita e la rivalutazione degli assegni, per i pensionati, equivale al rinnovo di un contratto ed è l’unico modo per recuperare il potere d’acquisto”. ”Il problema - aggiunge Bonfanti - è che ci troviamo di fronte ad un Governo sordo”. Ma ”da questa piazza lanciamo uno stimolo alle tre confederazioni perchè, se non ci sono risposte, insieme ai lavoratori possiamo arrivare ad uno sciopero generale: insieme lavoratori e pensionati, giovani e anziani”. Poichè - conclude il segretario Fnp - al primo posto della nostra piattaforma c’è il lavoro e insieme a questo il taglio delle tasse per lavoratori dipendenti e pensionati” che da troppo tempo ne pagano anche troppe.

Sulla sordità del Governo si rovescia l’ironia del segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo: ”dateci retta - dice ripetutamente dal palco il reggente della Uilp all’indirizzo del Governo - e se non ci sentite vi metteremo in lista d’attesa dall’otorino”. ”Non abbiamo bisogno di minacciare lo sciopero generale - aggiunge - perchè quando è necessario lo sciopero generale si fa”. Sulla stessa linea anche il segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti: senza risposte da parte del Governo, dice, ”continueremo a mobilitarci, in tutte le città, nei comuni e nei quartieri. E se sarà necessario - aggiunge - chiederemo a Cgil, Cisl e Uil di bloccare il Paese utilizzando quel vecchio arnese del ’900 che si chiama sciopero generale”.

Insomma, senza un cambio di rotta da Palazzo Chigi, si va verso lo sciopero generale.

”Ancora una volta - rincara la leader della Cisl Annamaria Furlan - si è fatto cassa sulle pensioni, una cosa intollerabile: 3,5 miliardi sono stati scippati in tre anni ai pensionati con la mancata rivalutazione degli assegni. Ora è arrivato il momento di cambiare registro”. ”La piazza è strapiena - nota la segretaria generale -. È un richiamo importante per dire ’dateci retta’, che il governo cambi la linea sulla politica economica e sociale. C’è bisogno di mettere al centro la persona”. ”Da tanti anni - sottolinea Furlan - vari governi fanno cassa sulle pensioni, almeno i governi precedenti quando lo facevano piangevano. Qui invece siamo quasi all’insulto quando i pensionati vengono paragonati agli avari”. Per Furlan servono ”meno chiacchiere e meno annunci, più fatti per tutelare davvero le persone”. Perchè, spiega, l’unica cosa certa oggi è che il Paese è a crescita zero. E ”il tema vero è come si fa a crescere, con quali investimenti”, per evitare un nuovo rischio recessione. Perciò, conclude, ”meno risse e più contenuti: pensino davvero agli italiani e non solo ai loro equilibri interni”.

Il governo, dice il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, ”non sta aprendo un tavolo per cambiare la legge Fornero, non sta rivalutando le pensioni e non sta affrontando il tema della non autosufficienza”. E se l’idea per far tornare i conti è tagliare stato sociale e sanità, avverte, ”deve sapere che su questa strada si apre lo scontro”.

( 1 giugno 2019 )

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