Sabato 7 marzo 2026, ore 6:25

Manovra 

Al via percorso di mobilitazioni 

Nessuno sciopero generale, ma mobilitazioni in attesa di capire cosa succederà alla manovra nelle prossime settimane, e di vedere se e come cambieranno i punti più dolenti, dalle pensioni agli ammortizzatori sociali. I leader di Cgil, Cisl e Uil si sono incontrati sabato in videoconferenza e hanno scelto la strada dell'attesa e della valutazione attenta, in questi giorni di passaggio in cui il governo si appresta a chiudere il testo del disegno di legge di bilancio da mandare al Senato verso metà della prossima settimana. La mobilitazione a cui hanno chiamato i sindacati, per ora, comporta assemblee e iniziative a livello regionale per studiare l'iter parlamentare della manovra, sperando che le proposte fatte nei mesi scorsi trovino accoglienza negli emendamenti, rendendola più equa, più sostenibile e più rispondente ai bisogni di lavoratori e pensionati.
L'idea dei sindacati è di incanalare una parte delle loro proposte negli emendamenti. L'obiettivo è una riforma complessiva del sistema previdenziale; intanto la richiesta è di attenuare ad esempio le penalizzazioni per le donne, aiutare i giovani che con il sistema puramente contributivo sarebbero penalizzati, ed estendere la platea dei lavori usuranti. Per ora, quindi, la mobilitazione nelle assemblee regionali sarà solo un modo per seguire da vicino l'evoluzione del ddl bilancio. Qualora l'iter non dovesse soddisfare, si aprirebbe la possibilità di una iniziativa nazionale.
Mobilitazione, dunque, e non sciopero generale: ma questo, del resto, era già nelle premesse della vigilia dell'incontro. Landini aveva spiegato che questo “non è il momento della protesta per la protesta per dire che esistiamo”, ma il punto è quello di “portare a casa i risultati e produrre cambiamenti della manovra” con il coinvolgimento dei lavoratori. Per Sbarra il ricorso allo sciopero generale è “prematuro” e vanno evitate “fughe in avanti che rischiano di alterare e di inquinare il clima unitario”. Del resto, un prima fuga in avanti già c'è stata: quella della Fiom che ha deciso un pacchetto di scioperi di 8 ore , spiazzando Fim e Uilm che hanno preso subito le distanze dalle tute blu della Cgil.
Giampiero Guadagni

( 31 ottobre 2021 )

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