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Taranto

Mittal, stavolta l’accordo sulla cig c’è

Veduta aerea delle acciaerie ILVA di Taranto.

Firmato l’accordo tra ArcelorMittal e sindacati per il rinnovo della cassa integrazione straordinaria nello nello stabilimento di Taranto.

Non cambia la durata, 13 settimane così com’era avvenuto a luglio, quando però tra le parti non si era arrivati all’intesa. Cambia invece il numero dei lavoratori coinvolti, dai 1395 sui quali l’azienda aveva insistito all’inizio a 1273, divisi tra i 461 nell'area primaria, 693 nell'area di finitura e 119 nelle altre mansioni.

Il personale addetto ad impianti oggetto di fermata temporanea come la produzione lamiere e il tubificio Erw potrà essere formato a nuove differenti mansioni ed utilizzato dopo che ne sarà stata accertata l'idoneità.

I lavoratori potranno inoltre essere impiegati in mansioni dal contenuto professionale differente, eventualmente anche inferiore. In linea con le proprie necessità, l'azienda effettuerà una rotazione programmata bisettimanale del personale.

La maturazione degli istituti della tredicesima e dell'una tantum dell'accordo Mise di settembre 2018 sono riconosciuti in misura piena se le ore di cassa integrazione non sono superiori alle ore lavorabili nel mese, altrimenti scatteranno in quota proporzionale. Infine si stabilisce che le attività affidate in appalto, se ritenute espletabili da personale sociale di tempestivo impiego, saranno oggetto di ”progressiva saturazione” con i lavoratori diretti ArcelorMittal in cassa integrazione.

Per il segretario generale aggiunto della Fim di Taranto - Brindisi Biagio Prisciano si tratta di ”un accordo sofferto, arrivato dopo un negoziato duro, ma che accoglie le nostre rivendicazioni e ci fa guardare con più serenità al futuro”.

Fondamentale, spiega Prisciano, ”la riduzione del numero dei lavoratori coinvolti nella cassa integrazione e la possibilità di rotazione bisettimanale. E’ positivo inoltre - aggiunge il sindacalista - che l’intesa riservi attenzione agli impianti che avevano sofferto maggiormente” il rallentamento dell’attività. Per la Fim, infine, ”è di grande importanza - conclude Prisciano - che sia stato centrato l’obiettivo del sostegno al reddito e sia stata garantita la possibilità di programmazione delle ferie”.

( 26 settembre 2019 )

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