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La trattativa

Ilva, confronto sui contratti. I sindacati blindano salari e tutele

Tre ore per dirsi arrivederci. I sindacati torneranno ad incontrarsi con ArcelorMittal il 13 aprile, poi il 20 e il 23. Nella speranza di trovare finalmente il bandolo di una matassa, quella che dall’estate si è aggrovigliata attorno all’Ilva, che finora s’è dimostrata quasi impossibile da dipanare. Oggi al ministero dello Sviluppo Economico Fim Fiom e Uilm si sono confrontare con il gruppo franco - indiano sull’inquadramento dei lavoratori che entreranno nella ”nuova” Ilva.

Il bando di gara europeo da cui ArcelorMittal, in compagnia di Marcegaglia, partner di minoranza nella joint venture Am Investco Italy, è uscita vincitrice impone di riassumere i dipendenti della ”vecchia” Ilva, ora affidata alla gestione commissariale, con un nuovo rapporto lavoro. Un problema, quello della ”discontinuità occupazionale”, che il leader della Fim Marco Bentivogli e le altre sigle dei metalmeccanici non sottovalutano e che ritengono vada affrontato mettendo fin da subito in chiaro i confini della discussione: ”La discontinuità può essere anche formale - puntualizza Bentivogli - ma sostanzialmente i lavoratori devono mantenere tutte le condizioni attuali in termini di anzianità aziendale, di professionalità e soprattutto in termini retributivi, sia per quello che riguarda il contratto nazionale sia per quello che riguarda la salvaguardia di quanto previsto dal contratto di secondo livello da noi sottoscritto nel 2010”.

Non si tratta di una chiusura preconcetta. Al tavolo di trattativa ArcelorMittal ha dimostrato una conoscenza un po’ lacunosa del contratto integrativo. La proposta di ridiscutere la parte variabile non viene respinta a priori purché - avverte il numero uno dei metalmeccanici della Cisl - le condizioni dei lavoratori ”rimangano invariate, con gli stessi istituti, le stesse retribuzioni, le condizioni contrattuali preesistenti".

Nell’incontro di oggi non si è discusso del problema degli esuberi, che dovrebbe essere affrontato a partire dalla prossima riunione, in agenda dopodomani. La posizione dei sindacati però non cambia: "Abbiamo ribadito anche oggi che non accetteremo esuberi o licenziamenti - chiarisce Bentivogli - Qualora ci fossero strumenti alternativi devono essere solo su base volontaria. Si tratta di costruire una strumentazione, ma e' ancora tutta da verificare". Fim, Fiom e Uilm hanno poi chiesto al tavolo che il Piano ambientale e il piano degli investimenti siano parte integrante dell'accordo.

( L’articolo integrale domani su Conquiste Tabloid )

( 11 aprile 2018 )

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