Domenica 8 dicembre 2019, ore 18:56

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Il caso

Mittal apre le ostilità, via alla battaglia legale

di Carlo D'Onofrio

Veduta aerea delle acciaerie ILVA di Taranto.

Mentre il governo si dibatte nell’incertezza - trattare ancora o dedicarsi alla ricerca di un nuovo acquirente per l’Ilva - ArcelorMittal dà ufficialmente inizio alla battaglia legale. Il colosso franco - indiano ha presentato al tribunale di Milano l’atto di citazione con cui chiede il recesso del contratto d’affitto.

Questione di ore e anche il ricorso cautelare dei commissari, nel quale si controbatte che per il recesso non sussistono le condizioni, verrà depositato. Si tratta di un passo fondamentale per evitare lo spegnimento dell’area a caldo, che porrebbe problemi enormi sia nell’immediato che in futuro, nel caso si affacciasse alla ribalta un nuovo soggetto interessato al siderurgico di Taranto.

Oggi il premier Giuseppe Conte ha incontrato i parlamentari pugliesi del Movimento 5 Stelle, l’ala dura che, dopo averne ottenuto la cancellazione dal decreto salva - imprese, continua ad opporsi alla reintroduzione dello scudo penale. A dar man forte a Conte c’era anche Luigi Di Maio, accompagnato da Patuanelli (Miise) e D’Incà (Rapporti con il Parlamento). Nessun risultato apprezzabile. Capitanata da Barbara Lezzi, la maggioranza degli eletti - compresi una decina di senatori, determinanti visti i numeri di Palazzo Madama - ha respinto la linea di mediazione di Conte, che ha chiesto di ragionare su una norma di carattere generale volta a garantire la non punibilità per danno ambientale.

Continua ad aleggiare, intanto, l’ipotesi di nazionalizzazione. Al punto da costringere il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che pure non si è detto contrario all’eventuale coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti, a intervenire per la seconda volta in due giorni per ribadire che la strada maestra è ”una soluzione di mercato”. La condizione preliminare resta in ogni caso ”il rispetto degli accordi”. Nel frattempo, aggiunge il ministro, Ilva deve ”continuare a produrre”.

Taranto ha vissuto oggi l’ennesimo incidente all’interno dello stabilimento. Nel reparto Acciaieria 2 una siviera (una caldaia di colata che contiene metallo fuso) si è bucata ”sversando acciaio in fossa e procurando fiamme altissime che hanno raggiunto alcune tubazioni di gas”, hanno denunciato Fim, Fiom e Uilm, precisando che ”solo l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco che hanno gestito l’emergenza in maniera professionale ha evitato il peggio”.

La segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan chiede che siano ”chiarite le cause del grave incendio per fortuna senza conseguenze per i lavoratori. La sicurezza delle persone, la salute e la tutela dell’ambiente - sottolinea - vengono prima delle diatribe giudiziarie. ArcelorMittal ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità”.

( 12 novembre 2019 )

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