Venerdì 25 settembre 2026, ore 14:01

Economia 

Bce: con la guerra l'inflazione ben sopra il 2% fino a metà 2027 

È un fatto: le guerre in Medio Oriente e Ucraina "hanno determinato un ulteriore aumento del profilo dei prezzi dell'energia" con un'accelerazione al 14,3% in agosto dal 10,3% di luglio e un "ingente contributo proveniente dai margini di raffinazione". "È probabile che ciò mantenga l'inflazione complessiva ben al di sopra dell'obiettivo fino alla prima metà del 2027". Lo scrive la Bce nel bollettino economico, secondo cui l'inflazione si riavvicinerebbe all'obiettivo del 2% "verso la fine del 2027, favorita dagli effetti dei più elevati tassi di interesse". L'energia non è l'unico driver dei prezzi: "l'inflazione al netto delle componenti energetica e alimentare sarebbe pari al 2,5% nel 2026, al 2,6 nel 2027 e al 2,3 nel 2028" e "anche il miglioramento delle prospettive economiche dovrebbe contribuire a un lieve aumento dell'inflazione di fondo", cioè al netto di alimentari ed energia.

Nel secondo trimestre del 2026 - nel pieno dello shock energetico - "il costo del lavoro per dipendente è aumentato a un tasso del 3,3% sul periodo corrispondente, rallentando rispetto al 3,5 registrato nel primo trimestre. L'incremento della produttività del lavoro ha inoltre contribuito a contenere la crescita del costo del lavoro per unità di prodotto, ridottasi al 2,6%, dal 3,5 del primo trimestre". La crescita dei profitti per unità di prodotto è salita invece dallo 0,3 al 2,2%". L’Eurotower rileva in particolare, fra i driver dell'alta inflazione, non solo "i rincari delle materie prime energetiche" ma anche "l'ingente contributo proveniente dai margini di raffinazione dei carburanti liquidi". "In prospettiva, l'indice salariale della Bce segnala una modesta accelerazione, al 2,7%, delle retribuzioni contrattuali nella prima metà del 2027".

E la manovra italiana, dopo il mantenimento della procedura Ue di infrazione? "Più volte il governo ha ribadito le priorità per quanto riguarda la prosecuzione del percorso di riduzione delle imposte sul reddito per il ceto medio". Parola del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time alla Camera confermando che la revisione dello scaglione Irpef "è una delle finalità".

"Naturalmente sono scelte che dovranno convergere in una sintesi e la sintesi avverrà a breve perché innanzitutto andrà aggiornato il quadro di finanza pubblica", aggiunge. "All'inizio del prossimo mese di ottobre si saranno chiarite le intenzioni strategie e politiche di intervento del governo". "Prima di tutto andrà aggiornato il quadro di finanza pubblica con le previsioni macroeconomiche di andamento dei tassi di interesse oltre che dei prezzi delle materie prime che hanno in qualche modo cambiato le prospettive e le dinamiche relative alle macro voci di bilancio", ha spiegato. "Abbiamo preso atto dei dati Istat, abbiamo fallito? Siamo assolutamente in linea con il preventivato". Se fossimo usciti anticipatamente dalla procedura di infrazione europea , aggiunge, "non solo avremmo rispettato i risultati, avremmo fatto un servizio alla Repubblica italiana, non al governo". Per quanto riguarda la crescita "il governo aveva prudentemente messo nelle previsioni per quest'anno lo 0,6%, oggi l'Ocse riconosce e aggiorna dallo 0,5% allo 0,9% le previsioni e naturalmente questo non ci pone in coda in Europa. Altri paesi stanno in condizioni assai peggiori in un contesto internazionale assolutamente sfavorevole", osserva.

Il continuo aggiornamento dei dati Istat "seppure trovi il suo fondamento in precise esigenze statistiche, innegabilmente ha un impatto rilevante ai fini delle decisioni di bilancio nazionali in quanto modifica ex post parametri utilizzati nella procedura di sorveglianza fiscale europea e nella predisposizione dei documenti di finanza pubblica, ancora più sensibili alle variazioni alla luce della nuova governance economica europea". Il ministro ricorda che il Mef "ha più volte sollecitato modifiche normative per rafforzare il sistema di rilevazione già operativo, ma non sempre compatibile con le esigenze della compilazione dei conti, riguarda le operazioni di partenariato pubblico privato che coinvolgono un numero molto elevato di amministrazioni pubbliche".

Rodolfo Ricci

( 24 settembre 2026 )

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