Le Borse europee "brindano" alla tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, condizionata alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Uno scenario che ha provocato il crollo del prezzo del petrolio e del gas, con gli investitori che vedono allontanarsi un aumento dell'inflazione e l'intervento delle Banche centrali sui tassi d'interesse. Sul fronte valutario, l'euro è in risalita sul dollaro (1,1682 sul biglietto verde). In forte calo i rendimenti dei titoli di Stato. In dettaglio, iI petrolio e il gas proseguono in netto calo. L'ipotesi di una ripresa del transito delle navi ha provocato uno scossone sui pressi delle materie prime dell'energia, mentre alcuni analisti sottolineano che ci vorranno diversi giorni prima di poter ripartire con gli approvvigionamenti.
Sul fronte del greggio il Wti registra una flessione del 15,7% a 95,21 dollari al barile. Il Brent scende del 13,90% a 94,05 dollari. Ad Amsterdam il prezzo del gas cala del 15,27% a 45,18 euro al megawattora. La tregua temporanea è accolta positivamente dagli analisti che però invitano anche alla cautela. Per Josh Gilbert, market analyst di eToro, "il fallimento della de-escalation potrebbe rappresentare un brusco risveglio". "Se le rotte marittime verranno riaperte e il petrolio tornerà a livelli normali, ciò potrebbe rappresentare un punto di svolta per i mercati globali. In caso contrario, se le due settimane trascorressero senza un accordo, è probabile attendersi un'inversione brusca e severa di questo rally di sollievo", sintetizza Gilbert.
"Naturalmente oggi il mercato festeggia, ma la strada per raggiungere un accordo più duraturo è ancora in salita, considerato che le posizioni risultano essere ancora distanti, soprattutto per quel che riguarda il futuro di Hormuz", aggiunge Mps nella sua Daily Market Strategy. "Nelle prossime 24 ore l'attenzione - sottolineano gli analisti - sarà sul flusso di navi nello stretto, per vedere se effettivamente viene garantito il libero passaggio e sull'effettivo mantenimento di una tregua militare". Perché l'oro ha interrotto il suo rally e continua a calare? Secondo un'analisi del Financial Times, lo shock energetico globale e l'intensificarsi della guerra in Medio Oriente hanno spinto un numero crescente di Paesi, tra cui Russia e Polonia, a prendere in considerazione la vendita di oro per sostenere le proprie valute o migliorare la propria posizione fiscale. E così le banche centrali hanno cambiato la gestione delle riserve auree e preferiscono vendere anziché comprare.
Resta da vedere se questo andaento dei prezzi di greggio e gas potrà continuare. "Preoccupano non poco le ripercussioni del caro carburanti sui prezzi dei beni e dei servizi, il rischio di una ripresa del tasso di inflazione, le ripercussioni sul trasporto marittimo delle materie prime e sul traffico aereo, nonché in prospettiva anche sul trasporto privato", ha affermato il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, in un'audizione alla commissione Finanze del Senato sui dl fisco e accise.
"Nonostante la riduzione delle accise abbia una durata limitata nel tempo riteniamo che si tratti di un segnale importante per i riflessi sul potere di acquisto di lavoratori e pensionati, nonché per le imprese" ha ggiunto. Ganga. "Esprimiamo invece preoccupazione per il possibile rimbalzo sui prezzi dei carburanti quando terminerà la riduzione temporanea delle accise - al momento stabilita per il prossimo primo maggio. Auspichiamo pertanto il massimo dell'attenzione nel monitoraggio dei prezzi e - se necessario - alla predisposizione di interventi tempestivi non escludendo misure sanzionatorie in presenza di speculazioni a carico dei consumatori", continua il dirigente sindacale. Altri motivi di preoccupazione per la Cisl risiedono sia nel costo di questo primo intervento (circa 500 milioni di euro per venti giorni) che nelle fonti di finanziamento individuate dal decreto oggi in esame. "
Se valutiamo positivamente l'estensione temporale della riduzione delle accise esprimiamo preoccupazione per la compatibilità dell'intervento con gli equilibri di bilancio; nonchè per la mancanza di un confronto con le parti sociali per individuare soluzioni più efficienti per il sistema Paese".
Rodolfo Ricci
