Mercoledì 1 luglio 2026, ore 18:48

Iran 

Diplomazia in azione, ma Italia pronta alla difesa 

L'aula del Senato e quella della Camera hanno approvato mercoledì sera la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier Meloni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, allargate al Medio Oriente. A Montecitorio, con parere positivo del Governo, sono state approvate alcune parti della risoluzione presentata da Azione; mentre Pd, M5s e Avs hanno rifiutato il voto per parti separate: il Governo ha espresso parere negativo e le tre risoluzioni sono state bocciate.
”Condannare il ruolo destabilizzante dell'Iran in tutta la regione” e ”salvaguardare l'integrità e la sicurezza delle frontiere dell'Unione europea” che vanno ”efficacemente protette”. La risoluzione del centrodestra propone un mix di indirizzi in una situazione complessa e ancora fortemente instabile: da un lato auspica ”il ritorno della diplomazia per risolvere la crisi in Medio Oriente”; dall'altro prospetta sia il rafforzamento delle operazioni marittime difensive Aspides e Atlanta ”qualora la situazione sul terreno lo richiedesse”; sia ”forme aggiuntive di assistenza” in ambito Ue ai paesi del Golfo. (Nel frattempo la fregata missilistica ”Federico Martinengo”, la nave della Marina con a bordo oltre 160 militari italiani partita dal porto di Taranto venerdì scorso, è giunta nell'area di Cipro a protezione dell'isola).
Dunque, le posizioni non sempre coincidenti degli alleati di Governo alla fine hanno trovato una sintesi anche sul Medio Oriente e l'Ucraina. Il punto fermo è continuare a seguire i lavori del Board of Peace da osservatori e garantire ogni progresso diplomatico per il raggiungimento della pace in Ucraina, in continuo coordinamento con Ue, Usa, Nato e G7. Resta intatto l'impegno a ”fornire il necessario sostegno multidimensionale al Paese e alla popolazione ucraina” e a ”mantenere la pressione europea nei confronti della Russia”. Quanto all'Ue, l'Italia spinge per una nuova strategia di sicurezza che garantisca ”la piena complementarità con la Nato, evitando duplicazioni” e investendo di più nella difesa.
La minoranza parlamentare si è presentata in Aula con quattro risoluzioni: una del Pd, una dei 5 stelle, una di Avs e una Azione-Iv-Più Europa. Il Governo ha rilevato punti di consonanza in particolare con il documento dei centristi e parzialmente con quello dem. Pd, M5s e Avs chiedono all'unisono il cessate il fuoco, la de-escalation in Medio Oriente e di ”non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran”. Si dividono invece su Kiev: i dem vogliono ”continuare a garantire pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine”; i pentastellati spingono per una ”concreta e reale svolta politico-diplomatica”; Avs punta a”una ”più ampia e ambiziosa conferenza multilaterale per la pace in Ucraina”. Il documento dei centristi (sottoscritto dalla dem Madia alla Camera e da Casini al Senato) si concentra molto sull'Europa e, tra gli obiettivi, annovera la partecipazione ”agli approfondimenti avviati da Francia e Germania sul rafforzamento della deterrenza nucleare”.
Il dibattito in Parlamento era iniziato con un appello della premier Meloni alla coesione nazionale e la proposta di un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi. Offerta tardiva, secondo l’opposizione. Per il Pd ”il Governo italiano non è all’altezza della gravità di questa crisi”; per M5S e Avs ”è succube dell'amministrazione Trump”. Nella seconda replica, alla Camera, i toni si sono alzati e ogni mediazione è saltata.
Al dodicesimo giorno di conflitto Meloni ha definito quello di Usa e Israele un ”intervento unilaterale fuori dal perimetro del diritto internazionale”; e tuttavia ”non possiamo permetterci l'Iran con l'arma nucleare”. Sottolinea la presidente del Consiglio: ”È una guerra in cui l'Italia non è coinvolta e in cui non vogliamo entrare. Fondata su decisioni altrui di cui il Governo "non è complice”. La priorità di Palazzo Chigi è riportare la crisi dentro canali diplomatici. Al G7 propone un confronto con il Consiglio di cooperazione del Golfo. L'Iran ”deve fermare gli attacchi ingiustificati” ai Paesi limitrofi. Quelli di Israele e Usa per neutralizzare la capacità bellica iraniana ”devono preservare l'incolumità dei civili”. Meloni condanna la strage di bambine nella scuola colpita a Minab e i civili uccisi in Libano. Spiega di aver espresso a Netanyahu ”la contrarietà a qualunque escalation”.
La Cisl aveva condiviso l'appello alla coesione lanciato dalla premier Meloni di fronte a una crisi internazionale che ”destabilizza gli equilibri globali e le economie nazionali”. In una nota la segretaria generale Fumarola ha sottolineato che ”il conflitto in Medio Oriente e la guerra in Iran stanno già avendo ricadute pesanti sul piano sociale e produttivo. Lo spirito di unità richiamato dal presidente del Consiglio rappresenta un riferimento importante anche per le scelte economiche dei prossimi giorni. Bisogna costruire nella corresponsabilità soluzioni condivise tra istituzioni e parti sociali per salvaguardare occupazione, sostenere famiglie, salari e pensioni, supportare le imprese energivore. Occorre contrastare le speculazioni e mantenere sotto controllo prezzi e tariffe”. Il Paese, conclude Fumarola, ”deve stringersi in un progetto comune che ponga ognuno di questi tasselli dentro una complessiva e nuova politica espansiva di tutti i redditi, quale nucleo di una più generale intesa che rilanci tutele e protagonismo del lavoro, generi innovazione, crescita e coesione, elevi efficienza e produttività di sistema”.
Giampiero Guadagni

( 12 marzo 2026 )

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