L'inflazione americana e le decisioni della Bce sui tassi saranno gli appuntamenti centrali della settimana sui mercati, con gli investitori che guarderanno all'andamento dei prezzi negli Usa per cercare di mettere a fuoco le decisioni della Fed il 16 settembre. Attenzione ovviamente al quadro geopolitico, dopo che il riaccendersi delle ostilità in Iran ha spinto il petrolio a superare di slancio i 90 dollari al barile, mentre le elezioni in Sassonia saranno un banco di prova sul consenso dei movimenti di estrema destra in Europa. Giovedì prossimo sarà dunque il giorno dell’Eurotower, con il mercato che dà per scontato un rialzo dei tassi al 2,5%. Molta attenzione verrà prestata alle parole della presidente, Christine Lagarde, per capire come la Bce intende muoversi nei prossimi meeting.
Gli investitori scommettono su una pausa ad ottobre mentre non viene escluso un nuovo rialzo a dicembre. Negli Usa appuntamento con l'indice dei prezzi alla produzione di agosto, attesi in crescita al 5,2%. Completano il quadro i dati sui sussidi di disoccupazione, le vendite di case esistenti e i dati Aie sulle scorte e la produzione di greggio, mentre da Italia e Spagna arriveranno i dati sulla produzione industriale a luglio.
Ma c’è un problema per il tycoon: il mercato del lavoro americano corre e le chance di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed a settembre aumentano, spingendo le borse in rosso e mettendo in allarme Donald Trump. Una stretta a due mesi dalle elezioni di metà mandato aumenterebbe la pressione politica sul presidente e rischierebbe di rafforzare le tensioni sui Treasury, già nel mirino del fondo sovrano norvegese che vorrebbe scaricarne una parte per diversificare il suo portafoglio.
"Abbassate i tassi di interesse perché gli Stati Uniti sono un debitore molto più solido rispetto a poco tempo fa. Un paese forte significa tassi di interesse più bassi. È semplicissimo! Dovremmo avere i tassi più bassi del mondo, come ai vecchi tempi", ha detto il presidente americana, minacciando lo stop degli scambi commerciali con i paesi con cui gli Stati Uniti sono in deficit se la Fed non ridurrà il costo del denaro. La lista dei paesi nei confronti dei quali Washington ha un rosso commerciale è lunga e include i vicini Canada e Messico, ma anche la Cina e l'Europa. Attuare un blocco significherebbe quindi colpire una quota significativa dei beni acquistati e importati dalle famiglie e dalle imprese americane.
"La crescita non crea inflazione: ogni punto di rialzo dei tassi ci costa 650 miliardi l'anno", ha tuonato Trump rilanciando la sua battaglia contro la Fed. Il presidente se l'è presa anche con Wall Street, in calo nonostante gli "eccezionali" dai sul mercato del lavoro. In agosto l'economia americana ha creato 162.000 posti, ben oltre i 55.000 attesi dagli analisti. Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,1%. Il Bureau of Labor Statistics ha anche rivisto i dati relativi a luglio, quando sono stati creati 21.000 posti, un risultato superiore alla stima iniziale di 23.000 posti persi. La corsa del mercato del lavoro, e la conseguente possibilità di un rialzo dei tassi, appesantiscono Wall Street e fanno salire i rendimenti dei Treasury, già in rialzo da settimane tanto da spingere il segretario al Tesoro Scott Bessent a improvvisare un rafforzamento del piano di buyback nel tentativo di ridurli.
Gli investitori non hanno per risposto come Bessent avrebbe voluto mostrando uno scetticismo diffuso nei confronti dei bond globali. Sui Treasury aleggia anche la minaccia del manager del fondo sovrano norvegese che ha proposto una riduzione dell'esposizione al debito americano. Per Trump una stretta della Fed a due mesi dalle elezioni di metà mandato sarebbe un problema e, probabilmente, sarebbe un motivo di forte attrito con il presidente della Fed Kevin Warsh, che ha lui stesso nominato. Nelle sue prime due riunioni Warsh è riuscito a ottenere che il costo del denaro restasse invariato, ma gli ultimi dati economici aumentano la pressione sulla banca centrale. I riflettori ora sono tutti sul dato dell'inflazione in calendario la prossima settimana.
Rodolfo Ricci
