Venerdì 17 luglio 2026, ore 14:42

Confcommercio 

Inflazione di luglio al 2,5% e Pil 2026 in crescita dell’1% 

Partiamo da un dato cero. Lo scenarIo geopolitico, dopo un breve periodo di tregua, ha visto il riacutizzarsi delle tensioni in Medio Oriente rendendo "lievemente più incerta e complessa" le previsione sull'economia italiana ancora attraversata, nel suo insieme, da innegabili spunti di vivacità. È questo lo scenario economico prospettato da Confcommercio nell'ultima congiuntura stimando un secondo trimestre ancora in crescita dello 0,4% con un incremento dell'1,2% nel confronto con lo stesso periodo del 2025.

La crescita acquisita ad oggi permette di guardare "con un certo ottimismo" ai risultati del 2026, consolidando le possibilità di una variazione del Pil nell'intero anno prossima all'1%, afferma l'associazione secondo cui gli eventuali rallentamenti dell'attività economica influiranno soprattutto sul 2027, anno in cui verranno a cessare anche gli effetti diretti del Pnrr.

I consumi si confermano a giugno in territorio positivo, rafforzando la fase di recupero iniziata alla fine dello scorso anno, con una variazione sullo stesso mese del 2025 dell'1,8%. Anche nell'ultimo mese la tendenza al miglioramento dei volumi acquistati dalle famiglie è sostanzialmente diffusa, con marcati spunti di recupero per l'automotive e gli elettrodomestici. Anche la domanda per i servizi, soprattutto quelli legati alla fruizione del tempo libero, si mantiene in costante crescita, anche per la perdurante spinta del turismo. A supportare il quadro di una sostanziale tenuta della domanda, stima ancora Confcommercio, vi è la parziale tendenza al rientro dell'inflazione con una riduzione dei prezzi al consumo dello 0,1% a luglio su giugno, e un significativo rientro della variazione tendenziale al 2,5% (dal 3% confermato dall'Istat per giugno).

Più a livello europeo, la guerra in Medio Oriente ha indebolito le prospettive in particolare dell'area dell'euro: la crescita dovrebbe rallentare dall'1,4% del 2025 allo 0,9% nel 2026 e all'1,2% nel 2027. È la previsione del Fondo monetario internazionale, prevedendo un aumento dell'inflazione al 2,9% quest'anno e al 2,3% il successivo. "I rischi sono orientati verso una crescita più debole e un'inflazione più elevata", aggiunge l'istituto di Washington, mettendo in evidenza che le tensioni sul mercato energetico causate dal conflitto in Medio Oriente rappresentano la principale fonte di incertezza. La risposta dell'area euro all'attuale shock dovrebbe basarsi sugli stabilizzatori automatici e "qualsiasi misura di sostegno discrezionale dovrebbe essere temporanea, mirata e tale da preservare i segnali di prezzo", afferma l’Fmi mettendo in evidenza che la necessità di piani credibili a medio termine per salvaguardare la sostenibilità dei conti pubblici".

Sebbene Eurolandia abbia iniziato il 2026 da una "posizione di forza", le interruzioni dell'approvvigionamento energetico legate alla guerra in Medio Oriente hanno indebolito le prospettive, facendo aumentare l'inflazione e frenando la crescita, osserva il Fondo invitando a seguire "un mix di politiche prudente e contingente, che bilanci il mantenimento della stabilità macroeconomica e la sostenibilità fiscale nella gestione dello shock, promuovendo al contempo riforme per rafforzare la resilienza, la produttività e la crescita a medio termine". Per gestire le ripercussioni dello shock della guerra è necessaria una risposta di politica economica attentamente calibrata, promuovendo allo stesso tempo riforme strutturali volte a rafforzare la crescita e la resilienza a medio termine. Secondo l’Fmi, dunque, la priorità è mantenere ancorate le aspettative di inflazione e attenuare l'impatto dello shock nei limiti dello spazio di bilancio disponibile.

Rodolfo Ricci

( 17 luglio 2026 )

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