Sabato 1 agosto 2026, ore 16:40

Economia 

Istat: inflazione +0,2% a luglio, in calo a +2,8% su anno  

Nuovi segnali di rallentamento per l'inflazione. Secondo le stime preliminari dell'Istat, a luglio l'indice nazionale dei prezzi al consumo (Nic), al lordo dei tabacchi, registra una variazione pari a +0,2% su base mensile e a +2,8% su base annua (da +3,0% del mese precedente). La diminuzione è dovuta soprattutto alla frenata dei prezzi degli alimentari non lavorati (dal +4,4% al +3,8%) e degli energetici non regolamentati, e dei servizi vari (dal +2,5% all'1,8%). In controtendenza, aumentano invece i prezzi degli alimentari lavorati (dal -0,2% al +0,2%), degli energetici regolamentati (dal +9,2% al +14,9%) e i servizi di trasporto (dall'1,1% all'1,6%). L'inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, resta stabile al +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta dall'1,9% all'1,8%.

Decelerano anche i prezzi dei beni (dal +3,3% al +3,1%), mentre quelli dei servizi restano stabili al +2,6%. L'inflazione acquisita per il 2026 si attesta a +2,7% per l'indice generale e a +1,8% per la componente di fondo. Anche il settore alimentare registra una lieve frenata dei prezzi su base annua (dall'1,6% all'1,5%), sintesi dell'accelerazione degli alimentari lavorati, tornati positivi (da -0,2% a +0,2%), e del rallentamento degli alimentari non lavorati (dal +4,4% al +3,8%), in particolare di frutta e frutta a guscio e di ortaggi e legumi. Stessa tendenza anche nel comparto energetico, dove i prezzi rallentano nel complesso (dal +13,0% al +10,8%), per effetto di andamenti contrapposti: gli energetici regolamentati salgono al +14,9% (dal +9,2%), trainati da gas di rete e elettricità nel mercato tutelato, mentre quelli non regolamentati decelerano al +10,6% (dal +13,3%), frenati da gasolio da riscaldamento, elettricità e gas nel mercato libero. Nel comparto dei servizi, rallentano i servizi vari (dal +2,5% all'1,8%), soprattutto per gli oneri imposti dagli istituti di deposito, mentre accelerano quelli per il trasporto (dall'1,1% all'1,6%), trainati dalla risalita del trasporto aereo passeggeri (da -10,3% a -5,6%).

Altro dato: q luglio si stima un aumento sia del clima di fiducia dei consumatori (da 92,4 a 94,2) sia dell'indicatore composito del clima di fiducia delle imprese (da 95,3 a 95,6). L’Istat spiega che per quanto riguarda i consumatori tutte le variabili che entrano nel calcolo "registrano un andamento positivo ad eccezione dei giudizi sulla situazione economica familiare, il cui saldo subisce un decremento marginale, e delle opinioni sull'opportunità di risparmiare nella fase attuale". Relativamente alle imprese, il clima di fiducia è in aumento nella manifattura e nei servizi mentre è in calo nelle costruzioni.

In questo contesto positivo, è intervenuto la Svimez: con il picco di investimenti Pnrr che raggiungono i 9,3 miliardi, tre in più dell'anno precedente, il Sud, nel 2026 dovrebbe confermare un tasso di crescita superiore a quello del Centro-Nord, +0,8%. È del + 0,7% la crescita attesa nel resto del Paese, sostenuta anche in questo caso da una accelerazione degli investimenti del Pnrr con "un incremento di circa due miliardi". +0,7% anche la crescita attesa per il Pil dell'Italia. Per il 2027, esaurito il Pnrr - avverte la Svimez - nel Sud la crescita "dovrebbe dimezzarsi (+0,4%) e risultare, diversamente dal quinquennio precedente, sia pur di poco, inferiore a quello del Centro-Nord (+0,5%)"; +0,5%, due decimi in meno dell'anno precedente, anche la stima per il Paese. (- Nel 2026, rileva la Svimez, con il consueto aggiornamento in estate delle previsioni, gli investimenti restano "la componente più dinamica ella domanda", mentre sono "deboli i consumi e soprattutto le esportazioni".

Prosegue un recupero del reddito reale delle famiglie, dal 2022, ma in misura modesta causa l'impennata dell'inflazione: la variazione della spesa complessiva delle famiglie non dovrebbe comunque discostarsi in maniera apprezzabile (+0,8% al Sud, +0,9% al Centro-Nord) rispetto al 2025. L'effetto dell'accelerazione in dirittura d'arrivo degli investimenti del Pnrr è "ben visibile, in primo luogo, nell'accelerazione delle spese in costruzioni", vista al +6,2% al Sud ed al +4,6% nel Centro-Nord.

Rodolfo Ricci
 

( 31 luglio 2026 )

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