Venerdì 12 giugno 2026, ore 20:31

Francoforte 

La Bce cambia linea: tassi al 2,25% contro l’inflazione dell’Eurozona 

Riflettori puntati su Francoforte. La riunione del Consiglio direttivo della Bce in programma ieri si è rivelato come uno degli snodi geopolitici ed economici più delicati dell'anno per l'Eurozona. Con i mercati che davano ormai per scontato un ritocco di 25 punti base del costo del denaro, la vera partita si è giocata sulle nuove proiezioni macroeconomiche e sulle parole di Christine Lagarde. Alla fine dei giochi la Bce alza i tassi di un quarto di punto portando il tasso sui depositi dal 2 al 2,25%. La decisione, ampiamente attesa dagli economisti dopo lo shock energetico causato dalla guerra all'Iran, rappresenta la prima stretta monetaria dal settembre 2023.

Il tasso sui rifinanziamenti principali sale dal 2,15% al 2,40%; quello sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%. L’Eurotower ha ulteriormente tagliato le previsioni sulla crescita, e alzato quelle sull'inflazione, a fronte del prolungarsi della guerra di Usa e Israele all'Iran. La crescita - nel nuovo scenario 'di base' - è ora attesa a 0,8% per il 2026 (da 0,9% delle precedenti 'staff projections' di marzo), 1,2% per il 2027 (da 1,3%) e alzata a 1,5% (da 1,4%) per il 2028. L'inflazione è alzata a 3% per quest'anno, 2,3% per il 2027 e poi frena al 2%, rispettivamente da 2,6%, 2% e 2,1% delle precedenti previsioni.

"Le prospettive restano incerte, con rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica", si legge in una nota della Bce. "Le implicazioni complessive della guerra per l'inflazione e la crescita a medio termine - dice la Fracoforte nella nota - dipenderanno dall'intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell'energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto.

Questa incertezza si riflette anche nell'ampiezza dei valori dell'inflazione e della crescita nei nuovi scenari formulati a scopo illustrativo dagli esperti dell'Eurosistema, che saranno pubblicati unitamente alle proiezioni sul sito Internet della Bce". Con la decisione di ieri il Consiglio direttivo "resta in una posizione favorevole per affrontare l'incertezza causata dalla guerra. Per definire l'orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà attentamente la situazione e adotterà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono assunte di volta in volta a ogni riunione".

I dati chiave per la Bce - ha detto la presidente Christine Lagarde- saranno "una valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell'inflazione di fondo e dell'intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi". Tra le fiammate dei costi energetici e il rallentamento della crescita, il quadro per la Bce si complica. "Abbiamo raccolto le analisi e le previsioni dei principali economisti e gestori per capire cosa attendersi dalle prossime mosse dell'Eurotower.

Come evidenzia Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments, per la Bce diventa difficile trovare un bilanciamento tra un’inflazione persistentemente elevata e un indebolimento dell’attività economica". Le aspettative di inflazione sono leggermente aumentate e la riduzione dei tassi reali suggerisce di mantenere un orientamento restrittivo - spiega Wolburg - Allo stesso tempo, la crescita sta rallentando, le condizioni del credito si sono irrigidite e la politica monetaria non può intervenire sulle cause profonde di uno shock guidato dall’offerta”.

Rodolfo Ricci

( 11 giugno 2026 )

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