La sicurezza sul lavoro è sempre stata al centro dei pensieri del Colle. ”Tra luoghi di lavoro e in itinere sono oltre mille le vite spezzate ogni anno. Un tributo inaccettabile. La lotta alle incurie, all'illegalità, alle imprudenze deve coinvolgere tutti. Sono le cronache a intimarci che ciò facciamo non è ancora abbastanza per tutelare la salute di chi lavora”.
C’è più in generale la preoccupazione di una svalutazione del lavoro: ”La modernità modifica i ruoli propri al lavoro nella società contemporanea. La velocità nell'innovazione è sempre più cifra di questo nostro tempo. L'accelerazione tecnologica, peraltro, non conduce alla eliminazione del lavoro, bensì alla sua trasformazione”.
Mattarella è andato anche in visita privata allo stabilimento Piaggio, che quest'anno celebra gli 80 anni della Vespa qui prodotta. ”Gli scooter hanno caratterizzato un'epoca nella ricostruzione italiana del secondo dopoguerra, segnando lo sviluppo di una società contraddistinta dalla mobilità e dalla libertà di azione che da essa derivava. Piaggio, con la Vespa, e Innocenti con la Lambretta, hanno imposto a livello internazionale un modello che persiste. La Vespa è, tutt'ora, nel mondo, uno dei simboli della creatività e della industriosità dell'Italia”. D’altra parte ”l’industria è pilastro per l'Italia” E per il futuro ”ci deve guidare la capacità di innovazione basata sulla sostenibilità, lungimirante elemento di guida per la resilienza delle aziende in un mondo sempre più complesso. Pesano le fragilità dell'economia internazionale sulle nostre aziende. Pesano i conflitti e le guerre”. E anche le tensioni geopolitiche fanno dire al capo dello Stato che per l’Europa ”è tempo di visione, non di misure di corto respiro”.
L’inquilino del Quirinale si concentra poi sul mercato del lavoro italiano: ”Potremmo intendere i punti maggiormente critici come potenzialità ancora inespresse”. La prima leva su cui concentrarsi è il lavoro delle donne. ”L'occupazione femminile in Italia ha raggiunto tassi che per noi costituiscono un primato. Tuttavia resta consistente il gap da colmare rispetto alla media europea. Il divario di genere, che emerge anche dalla disparità che perdura nelle retribuzioni e nelle carriere, va colmato con un complesso di interventi e attenzioni: sui fattori strutturali e sui contesti territoriali, ma anche sulla qualità del lavoro e sui servizi per favorire la conciliazione con gli altri impegni di vita”. L’altra riserva di potenziale sviluppo è il lavoro dei giovani. ”Ancora troppo alta l'età di ingresso nel mercato del lavoro. I giovani sono poco ascoltati. C'è una scarsa attenzione alla loro maturazione e alla loro indipendenza. Se guardiamo ai lavoratori definiti indipendenti che lavorano per un solo datore scopriamo che la parte più consistente è formata proprio da under 30. Sono numerosi i giovani ben istruiti che lasciano il nostro Paese per lavorare all'estero. Sono più di quelli che vengono in Italia. Nell'interesse del Paese questa tendenza va invertita”.
"Per produttività e capacità di innovazione registriamo in Europa un deficit competitivo. Occorre eliminare al più presto le barriere che ancora impediscono una compiuta unione dei nostri mercati interni". sottolineando che è "tempo di visione" e non di "misure di corto respiro". "Bisogna orientare gli investimenti nei settori più strategici e con il maggiore potenziale di crescita. E' una consapevolezza diffusa fra i membri dell'Unione, tanto è vero che la Commissione ha ritenuto di proporre un regolamento, dal significativo titolo Provvedimento di accelerazione industriale, ispirato al rapporto Draghi e diretto a rafforzare la base industriale continentale, a promozione del Made in EU. E' tempo di visione. Non di misure di corto respiro. E' tempo di procedere, con coraggio, sulla strada dell'integrazione europea".
Intanto l’Istat fa sapere che che a marzo il tasso di disoccupazione scende al 5,2% (-0,1 punti), mentre quello giovanile sale al 18,1% (+0,6 punti). Il calo delle persone in cerca di lavoro (-2,8%, pari a -38mila unità) si osserva per uomini e donne e per tutte le classi d'età ad eccezione dei 15-24enni. Il tasso di inattività sale al 34,1% (+0,1 punti). Calano gli occupati: -0,1% pari a -12mila unità. Il tasso di occupazione resta al 62,4%.
Giampiero Guadagni
