La Giornata mondiale è stata vissuta nella sede Inail dai sindacati edili di Cgil Cisl e Uil. Sottolineano i segretari nazionali Costa (FenealUil), Raghitta (Filca Cisl) e Bartoli (Fillea Cgil): ”Ogni anno, in Italia, le costruzioni guidano le classifiche Inail per frequenza e gravità degli infortuni. Nel 2025 gli infortuni nel settore delle costruzioni, avvenuti nello svolgimento dell'attività lavorativa, sono stati 38.387 e i morti sono stati 148: dietro ogni numero c'è un lavoratore, una famiglia, un diritto negato”. Il comparto delle costruzioni registra da solo circa l'11% degli infortuni mortali sul lavoro. Stanno inoltre crescendo i danni provocati dai cambiamenti climatici e dalle esposizioni al caldo, infortuni, spesso mortali, e malattie professionali come il tumore alla pelle”. Per i sindacati edili ”servono più ispettori e controlli veri. In Italia c'è un ispettore ogni 20.000 imprese. Nonostante dal rapporto sull'attività di vigilanza 2025 dell'Inl emerga un aumento delle ispezioni del 7,2 % rispetto all'anno precedente, il 71,8% dei cantieri è risultato irregolare e le maggiori violazioni riscontrate sono su salute e sicurezza sul lavoro, lavoro nero, interposizione illecita di manodopera e violazioni sull'orario di lavoro”. Le denunce di malattie professionali nelle costruzioni stanno aumentando e dal 2022 al 2025 sono quasi raddoppiate, raggiungendo le 16.807 denunce. Gli Rlst rappresentano un presidio fondamentale di prevenzione nei cantieri diffusi e nelle piccole imprese dove è più alto il rischio e più debole la rappresentanza. La sicurezza dal basso si realizza attraverso la loro piena valorizzazione.
Giampiero Guadagni
