Martedì 17 febbraio 2026, ore 18:36

Report Istat 

Nel 2025 export +3,3%, il surplus sale oltre i 50 miliardi 

Adesso si può dire con certezza. Nel complesso del 2025, le esportazioni in valore tornano a segno più e registrano una crescita pari a +3,3% che risulta lievemente più marcata al netto dei prodotti energetici (+3,7%). La crescita è spiegata principalmente dall'aumento dei valori medi unitari (+2,6%). Nel complesso del 2024 le esportazioni in valore erano a segno meno (-0,5%). Quanto ai volumi esportati questi crescono dello 0,7%. I dati sono stati resi noti dall’Istat nell'approfondimento delle statistiche flash su Commercio Estero di dicembre. Le importazioni in valore registrano una crescita del 3,1% (era -3,0% nel 2024).

La crescita in valore - spiega l'Istat - riflette soprattutto l'aumento dei volumi acquistati (+2,0%), mentre i valori medi unitari crescono dell'1,1%. In definita, la crescita delle esportazioni italiane nel 2025 si deve a un numero limitato di settori della manifattura, spiega l'istituto di statistica. Su base annua il surplus commerciale raggiunge 50.746 milioni, in crescita rispetto ai 48.287 milioni dell’anno precedente. I contributi maggiori alla crescita provengono dall'aumento delle esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,8%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+11,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%). Un freno alla crescita dell'export, invece, deriva dalla riduzione delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti (-9,3%), coke e prodotti petroliferi raffinati (-15,3%) e autoveicoli (-6,8%).

Dall’analisi per prodotto e paese, emerge che le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso Stati Uniti, Francia e Spagna forniscono un contributo positivo di 1,8 punti percentuali alla crescita nell’anno dell’export nazionale. Per l’import, la crescita in valore nell’anno è principalmente spiegata dal forte aumento degli acquisti di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+35,5%). Aumentano anche gli acquisti di prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+18%), metalli e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,2%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7%) e macchinari e apparecchi (+7,5%). Si riducono invece, in ampia misura, le importazioni di petrolio greggio (-28,1%) e coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,8%).

All’aumento dell’import nel 2025 contribuiscono in particolare gli aumenti degli acquisti da Stati Uniti (+35,9%) e Cina (+16,4%), che da soli forniscono un contributo positivo di 3,1 punti percentuali. Il contributo negativo maggiore deriva dalla contrazione degli acquisti dai paesi Opec (-23,2%). L’avanzo commerciale è sintesi di un deficit commerciale con l’area Ue (-5.501 milioni di euro; era -9.271 nel 2024) e un surplus con l’area extra-Ue (+56.247 milioni di euro; +57.558 milioni nel 2024). Guardando ai principali partner commerciali, il saldo commerciale del nostro Paese con gli Stati Uniti, per quanto ampiamente positivo, si riduce portandosi a +34.191 milioni di euro, da +38.883 milioni del 2024; in netta riduzione anche l’avanzo commerciale con la Turchia, che da +5.751 milioni di euro del 2024 scende a +1.265 milioni nel 2025. Aumenta invece l’avanzo commerciale con la Svizzera (da +14.424 milioni di euro del 2024 a +19.722 milioni del 2025) e la Spagna (+5.083 milioni di euro nel 2025, da +599 milioni dell’anno precedente) e si confermano elevati, e in linea con il 2024, i saldi commerciali positivi con Regno Unito e Francia.

Ma bisogna analizzare anche il nostro mercato interno. Infatti, con il 'martedì grasso' ieri si è chiuso il Carnevale che nel 2026 vale 1,2 miliardi di euro tra spese per acquisti legati alla tradizione e per viaggiare. Solo nell'ultimo fine settimana (14-17 febbraio), complice la chiusura delle scuole in molte regioni anche lunedì e martedì, si stima abbia generato circa 5 milioni di pernottamenti, con un'occupazione delle camere delle strutture ricettive disponibili online al 75% e una spesa dei turisti sui territori di oltre 710 milioni di euro. È quanto emerge dalle indagini sul Carnevale di Ipsos e Centro Studi Turistici Firenze per Confesercenti.

A differenza di altre ricorrenze, spiega l'associazione degli esercenti, il Carnevale è una festa estremamente frammentata e la spesa appare divisa in due: da un lato gli acquisti tradizionali come dolci (indicati dal 69% del campione di consumatori intervistati), feste e celebrazioni (45%), coriandoli e stelle filanti (39%), costumi e maschere per sé o per i propri figli (31%); dall'altro i viaggi con le località di grande tradizione carnevalesca a fare da traino. Venezia, Viareggio, Ivrea, Cento, Acireale, Putignano, Mamoiada, Fano, Offida, Ronciglione, Canazei, Oristano, Ascoli, Sciacca e molte altre, in questo periodo registrano un afflusso straordinario di turisti, con picchi di prenotazioni abbastanza vicini a quelli che si registrano durante la stagione estiva.

Rodolfo Ricci

( 17 febbraio 2026 )

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