Mercoledì 24 giugno 2026, ore 20:45

Economia 

Prezzi e tassi, Lagarde prepara le famiglie al caro-spesa del 2027 

"Lo shock energetico legato alla guerra in Medio Oriente è troppo ampio per poterlo ignorare senza compromettere il nostro obiettivo. Tuttavia, non vediamo ancora alcuna prova di un disancoraggio delle aspettative di inflazione o di effetti di secondo ordine che giustificherebbero una risposta politica più incisiva in questa fase". E questo l’approccio della presidente della Bce Christine Lagarde nel suo intervento per la commissione Affari economici e monetari (Econ) del Parlamento europeo.

Rispondendo alle sollecitazioni dell’eurodeputato Ludovit Odor in merito alle prospettive inflazionistiche, Lagarde ha spiegato che la trasmissione dei rincari al settore alimentare è complessa e richiede tempo. Nonostante la chiusura dello stretto di Hormuz - snodo fondamentale per il transito dei fertilizzanti - abbia finora mostrato effetti contro-intuitivi, con prezzi dei generi alimentari in lieve calo negli ultimi mesi, la Bce non abbassa la guardia. "Crediamo che l’aumento dei costi della spesa richiederà più tempo per materializzarsi", ha chiarito la presidente, prevedendo che tale dinamica si manifesterà probabilmente più nel corso del 2027 che nel 2026.

Resta un fatto: dopo l'aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto annunciato l'11 giugno, con l'inflazione tornata sopra il 3% sulla scia dello shock energetico, l'istituto centrale ritiene ora che i prezzi torneranno nel medio termine in linea con l'obiettivo del 2%, senza altri interventi. A dare il segnale è stata la stessa presidente della Bce sempre nell’audizione al Parlamento europeo: famiglie, imprese e mercati continuano a confidare in un rientro dei prezzi ("non vediamo segnali di un disancoraggio delle aspettative di inflazione", ha detto Lagarde). E soprattutto non ci sono effetti a catena, con una rincorsa tra salari e inflazione (non si vedono "effetti di secondo impatto", ha spiegato). Insomma: "non servirà una risposta più incisiva della politica monetaria".

Certo, il conflitto in Medio Oriente ha rallentato l'economia dell'Eurozona e il picco dei prezzi dell'energia con la chiusura di Hormuz ha alimentato le pressioni sui prezzi. Ma pur con segnali di un rallentamento nei servizi, ha segnalato Lagarde, la manifattura continua a reggere, sia grazie all'accumulo delle scorte e sia per l'aumento degli investimenti nella difesa. Le nuove proiezioni dell'Eurosistema, ha ricordato, indicano una crescita dello 0,8% nel 2026, dell'1,2% nel 2027 e dell'1,5% nel 2028. L'inflazione è salita al 3,2% a maggio dal 3% di aprile. Nonostante questo, "la maggior parte degli indicatori delle aspettative di inflazione a lungo termine si attesta intorno al 2%". L'attesa è così quella di una "stabilizzazione" e la Bce è "fiduciosa" che "l'inflazione tornerà all'obiettivo".

Quanto poi all'accordo di pace in Medio Oriente, nonostante che sia "il benvenuto", la situazione resta comunque "fragile" e con rischi al rialzo."L'impatto finale della guerra dipenderà dall'intensità e dalla durata dello shock energetico e dalla sua trasmissione all'economia", ha avvertito Lagarde. Sullo sfondo dello stesso dibattito sulle conseguenze economiche delle tensioni geopolitiche è intervenuto da Roma anche il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta. Ancora una volta l'Europa si trova "di fronte a un crocevia" in una fase segnata da "guerra, rivalità geopolitiche e frammentazione economica".

Secondo il governatore, la risposta richiede "la determinazione politica necessaria per completare l'assetto istituzionale dell'euro" e un salto di integrazione europea. Per rilanciare la crescita servono infatti progetti comuni nelle comunicazioni e su istruzione, tecnologia e difesa. Servirà poi superare "i mercati nazionali" con regole più armonizzate e strumenti comuni capaci di finanziare innovazione, transizione verde e sicurezza. Richiamando Jean Monnet, secondo cui "l'Europa si costruirà nelle crisi", Panetta ha però avvertito che "un progresso lento e guidato dalle crisi non è più sufficiente".

Rodolfo Ricci

( 23 giugno 2026 )

Mostre

Una pittura che diventa spazio

Il Museo d’Arte di Mendrisio dedica la prima monografica al lavoro di Felice Varini

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Libri

I ricordi sono documenti

La poesia può ancora raccontare, chiedere, delineare l’abitudine e l’occasionalità dell’esistenza umana che si compone, per lo più, di accadimenti comuni

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Magazine

Via Po Cultura

SOLO PER GLI ABBONATI

Baudelaire sottrae all’arte il monopolio della bellezza ideale e restituisce dignità artistica a ciò che appare deforme, eccessivo, sgradevole, ridicolo

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

FOTO GALLERY

© 2001 - 2026 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it