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Lavoro

Assunzioni più stabili, ma in forte calo

Nel primo trimestre 2019 la variazione netta sui rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno cessazioni) risulta positiva per 241.147 contratti (+126,3 sui primi tre mesi del 2018). L’Osservatorio Inps sul precariato conferma la crescita delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato passate dalle 125.000 a 219.000 (+75,5%). Nei primi tre mesi le assunzioni totali dei datori di lavoro privati sono state 1.661.000 con un calo del 9,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, in crescita risultano i contratti a tempo indeterminato, i contratti di apprendistato e i contratti di lavoro intermittente. In evidente diminuzione risultano invece i contratti di somministrazione (-36,3%). Uu lieve incremento si registra per le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (+7,0%).

Tornano a salire, ad aprile, le richieste di cassa integrazione. Le aziende italiane hanno chiesto 25.359.574 ore di cassa integrazione, con un aumento del 16% su marzo e del 30,5% su aprile 2018 (19,4 milioni). Nei primi 4 mesi dell'anno sono stati chiesti 91.295.843 di ore di cassa integrazione. In particolare sono state autorizzate 7,4 milioni di ore di Cig ordinaria, con una variazione tendenziale di -18% e un calo ancora più forte congiunturale, -37,1% rispetto a marzo 2019. In calo tendenziale anche degli interventi in deroga, 20mila ore, -93,6% su aprile 2018, che crescono però del 68,5% ad aprile rispetto al mese precedente. Forte incremento invece per Cigs e solidarietà: 17,9 milioni di ore autorizzate ad aprile, di cui 4,3 milioni per solidarietà, con un aumento del 78,1% tendenziale (10,1 milioni di ore ad aprile 2018) e una crescita del 79,3% mese su mese. .

Commenta il segretario generale aggiunto della Cisl Sbarra: ”I dati Inps confermano una tendenza positiva già in corso dall’inizio dello scorso anno che vede aumentare i contratti stabili e ridursi i contratti a termine". La percentuale del 75% di trasformazioni da contratti a termine a contratti stabili nei primi tre mesi dell’anno, sottolinea Sbarra, ”è esattamente la stessa misurabile tra il 2017 e il 2018, in più è aumentato il ritmo di crescita delle assunzioni a tempo indeterminato. Come sempre i fenomeni del mercato del lavoro hanno diverse concause ed in questo caso il combinato disposto degli incentivi all’occupazione stabile, dell’ introduzione del contratto a tutele crescenti, l’inserimento delle causali per i contratti a termine porta a questo risultato. Il secondo dato che emerge è però che nei primi tre mesi del 2019 le assunzioni totali dei datori di lavoro privati hanno visto un calo del 9,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, si tratta di un dato allarmante che è il risultato dell’andamento del nostro Pil. E colpisce l’aumento delle ore di cassa integrazione in aprile, con l’impennata della cassa straordinaria, quella che interviene in caso di crisi più gravi e ristrutturazioni. In sintesi ”le assunzioni sono più stabili ma sono molto diminuite, ed ha ripreso a crescere la cassa integrazione, quindi non è certo il caso di entusiasmarsi, ma piuttosto di affrontare una volta per tutte la questione della mancata crescita economica. Le forze politiche e di Governo dovrebbero smettere con gli annunci propagandistici e impegnarsi veramente sulle misure necessarie per far ripartire gli investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, sbloccando immediatamente i cantieri che potrebbero generare da subito 400 mila posti di lavoro , realizzare forti interventi occupazionali soprattutto su scuola e pubblica amministrazione, puntare su innovazione , formazione e ricerca, politiche industriali, Mezzogiorno". "Senza un progetto per far ripartire la crescita - conclude Sbarra- la situazione occupazionale non potrà certo migliorare e non ci si può accontentare del pur positivo dato del parziale travaso da contratti a termine a contratti stabili”.

( 23 maggio 2019 )

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