Questo principio ”è esattamente ciò che Slp Cisl ha sostenuto in tutte le sedi istituzionali. Quella rete è presidio di coesione sociale e garanzia occupazionale: non può essere erosa da logiche commerciali”, commenta il segretario generale di Slp Cisl Roscigno. Tuttavia, aggiunge, ”restiamo profondamente preoccupati per ciò che il Contratto di Programma continua a non dire: non vi è una sola clausola di salvaguardia occupazionale per i lavoratori del recapito. Mentre la rete degli sportelli viene protetta con procedure controllate e vincoli precisi, i portalettere e gli addetti alla distribuzione restano privi di qualsiasi tutela strutturale. È una asimmetria che non possiamo accettare”. Poste Italiane, osserva Roscigno, ”realizza profitti record e si appresta ad acquisire Tim per oltre dieci miliardi di euro”. In questo contesto ”consentire tagli al personale del recapito senza che il contratto con lo Stato preveda alcun vincolo sarebbe non soltanto iniquo, ma sorprendente. Ciò che sorprende, in realtà, è proprio questo: che nessuno, né nel testo del contratto né nel parere regolatorio, abbia ritenuto necessario occuparsene”. Slp Cisl avverte: ”Se Poste Italiane presenterà un piano di riduzione strutturale del personale di recapito, la stagione di pace sociale che ha caratterizzato le relazioni industriali nel Gruppo finirà. Non è una minaccia: è una valutazione di responsabilità. Il sindacato non può restare neutrale di fronte a scelte che colpissero l'occupazione in un settore già in profonda trasformazione. Chiediamo alle Commissioni parlamentari di introdurre una clausola occupazionale vincolante per il comparto recapito nell'iter di approvazione del Contratto di Programma. La tutela del Servizio Universale non può essere separata dalla tutela di chi lo rende possibile ogni giorno”.
Nel corso dell’audizione di martedì sera Riscigno ha poi sottolineato: ”Il contributo statale al servizio universale di Poste è bloccato a 262,4 milioni annui dal 2014, mentre l'Agcom ha quantificato il costo netto in 736 milioni nel solo 2023. Il gap di quasi 474 milioni viene colmato tagliando i costi operativi del recapito, che sono quasi interamente costi di personale”. Nel frattempo Poste ha chiuso il 2025 con un utile netto di 2,22 miliardi e ricavi record a 13,1 miliardi, con dividendi previsti superiori a 7,5 miliardi nel quinquennio 2024-2028. Slp Cisl chiede una previsione contrattuale che vincoli una quota minima dei ricavi al finanziamento del servizio universale.
Da parte sua l’ad di Poste Del Fante ha parlato dell’Opas lanciata da Poste su Tim definendola ”un primo passo di consolidamento importante”. L'operazione prevede un aumento di capitale di circa 8 miliardi di nuove azioni che ”useremo per gli azionisti Tim in cambio di azioni Tim. Riconosciamo da parte dello Stato un grande atto di fiducia. Si potrebbe pensare che una piccola parte di quelle azioni possa andare nella direzione dei dipendenti con contributo dell'azienda”.
Per il titolare del Mimit Urso ”l’operazione dà maggiori garanzie per la nostra sovranità digitale e quindi maggiori garanzie di quanto possa essere stato nel quadro precedente”.
Giampiero Guadagni
