Martedì 16 luglio 2024, ore 9:22

Lavoro 

Governo-sindacati, confronto aperto 

La premier Meloni ha convocato i segretari di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per lunedì a Palazzo Chigi alle 18. La riunione, si apprende da fonti sindacali, verterà sui provvedimenti del governo sul mondo del lavoro. i, Anche i sindacati metalmeccanici erano stati convocati per lunedì a Palazzo Chigi alle ore 15, per partecipare a una riunione sulla situazione dell'ex Ilva. Nella stessa sede sempre lunedì i sindacati, anche quelli europei, avranno alle 17 una riunione in vista della preparazione dei lavori del G7.
E in attesa della Festa del Primo Maggio che quest’anno sarà celebrata a Monfalcone, la Cisl saluta con grande soddisfazione la notizia che la propria proposta di legge di iniziativa popolare sarà il testo base su cui lavorerà la Camera con l'obiettivo di portare il mese prossimo in Aula il provvedimento sulla partecipazione dei lavoratori al capitale, alla gestione e ai risultati dell'impresa. I progetti in materia presentati dalle forze politiche sono stati ritirati per procedere rapidamente. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per il 9 maggio.
Intanto il leader della Cisl Sbarra ribadisce: ”La crisi che viviamo nel mercato del lavoro riguarda le competenze, la formazione, la qualità dell’occupazione: gridare che la patologia da curare è quella dell'esplosione dei contratti a termine non è corrispondente alla realtà. Dal 2014 ad oggi - sottolinea Sbarra - la componente di lavoro a tempo determinato è calata di sei punti percentuali dal 20% al 13,9%, a favore dei contratti a tempo indeterminato”. Insomma ”dire che il Jobs act ha attaccato al cuore i diritti e le tutele dei lavoratori è un errore. La consideriamo una riforma non priva di lacune, ma nel complesso capace di dare al sistema di tutele una visione nuova e coerente con le trasformazioni della società. Un attacco così frontale è sbagliato perché ripropone una discussione divisiva per il Paese”.
Al centro dell’azione dei sindacati resta naturalmente il tema della sicurezza. Osserva ancora il numero uno di Via Po: ”Con l’approvazione e la conversione definitiva del Decreto Pnrr facciamo primi importanti passi nella giusta direzione, frutto del confronto con il sindacato e di una mobilitazione che ha impegnato la Cisl dal mese di febbraio, culminata con l'Assemblea nazionale dei delegati del 13 aprile. C'è naturalmente ancora molto da fare, e per questo la nostra marcia non si fermerà”. Sbarra valuta positivamente diverse misure integrate nel nuovo provvedimento, ”a cominciare dall'introduzione della patente a crediti e dall'estensione su tutta la catena di appalto delle tutele normative e dei trattamenti salariali previsti dai contratti leader: riforme chieste a gran voce dalla Cisl, come pure il potenziamento degli organici ispettivi, con un incremento di 766 unità che dovrà assicurare un aumento delle ispezioni almeno del 60%. Si aggiunge lo stanziamento di 1,5 miliardi dell'avanzo Inail su progetti di formazione e di prevenzione finalizzati al contrasto delle morti e degli infortuni nelle comunità lavorative. Ora bisogna andare avanti, attuare subito queste norme e garantirne altre, a partire dall'estensione della patente a crediti a tutti i settori, dal potenziamento ulteriore del contingente di ispettori, dal riconoscimento di maggiori poteri ai delegati per la sicurezza, un'accelerazione al disegno di legge che porterà la materia della sicurezza nelle scuole di ogni ordine e grado. Pensiamo poi che l'avanzo dell'Inail, quasi 2 miliardi l'anno di imprese e lavoratori, debba essere orientato in via strutturale su progettualità e misure coerenti con gli scopi dell'istituto. Per questo la mobilitazione responsabili della Cisl non si fermerà, promuovendo ad ogni dimensione un cambiamento stabile che coinvolga ogni attore sociale, istituzionale e politico, sia al livello nazionale che regionale e territoriale. Questa la vera sfida: costruire un patto tra sindacato, imprese e decisori pubblici per mettere fine a questa strage quotidiana”.
Il decreto nasce dall'esigenza di adeguare il Pnrr alle novità approvate a dicembre scorso dall'Ecofin, che ha aumentato la dotazione finanziaria del Piano di 2,9 miliardi di euro per l'Italia, contributi a fondo perduto per l'inserimento del nuovo capitolo RepowerEu. Con lo stesso decreto, il Pnrr viene rimodulato con l'uscita di interventi già finanziati ma che hanno manifestato criticità attuative nei tempi previsti e il reperimento per essi di nuove coperture attraverso altri canali, tra cui le risorse della politica di coesione. Nel complesso la revisione del Pnrr ha comportato il finanziamento di investimenti aggiuntivi per circa 25 miliardi di euro, di cui 11,17 miliardi relativi al RepowerEu, e il definanziamento di interventi per circa 22 miliardi
Giampiero Guadagni

( 26 aprile 2024 )

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