Giovedì 9 luglio 2020, ore 8:04

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Istat 

Industria, crollo record 

Effetto lockdown sulla produzione industriale ad aprile 2020. Secondo i dati Istat, c’è stato un calo del 19,1% rispetto a marzo, del 42,5% rispetto a 12 mesi mesi prima. La caduta annua segna un nuovo record della serie storica disponibile, che parte dal 1990, superando i valori registrati nel corso della crisi del 2008-2009.
Tutti i principali settori di attività economica registrano forti diminuzioni. Le più' accentuate sono quelle dell’auto (-100%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche. I cali minori, invece, si osservano nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici e nelle industrie alimentari, bevande e tabacco.
Commenta il segretario generale aggiunto della Cisl Sbarra: ”Sono dati allarmanti che confermano tutte le nostre preoccupazione sull’andamento di una crisi che invoca uno scatto poderoso sul versante degli investimenti, dell’occupazione , della coesione, della politica industriale. C’è una stagione nuova da aprire, una nuova strategia di ripresa e sviluppo che vada oltre le pur necessarie reti difensive costruite in questi mesi con il Cura Italia e il Dl Rilancio”. Per Sbarra ”a di là di un apparente rallentamento congiunturale della flessione, il dato tendenziale annuo descrive un crollo degli investimenti e del consumo di beni durevoli, che, se non frenato da adeguati interventi, rischia di cristallizzarsi in una lunga fase di vera depressione. Bisogna agire subito con provvedimenti che, restituendo liquidità alle imprese ed alle famiglie, sblocchino gli investimenti, sfruttando fino all’ultimo centesimo delle nuove risorse europee, facendo ripartire i cantieri sulle infrastrutture materiali e digitali, accelerando la transizione verde, stimolando l’innovazione e la ricerca anche nelle Pmi, incrementare e qualificare la domanda pubblica nei settori a più alto fattore di crescita. E poi sostenere le filiere industriali strategiche, dall'automotive all'industria alimentare, dalla chimica alla farmaceutica, dall’informatica alla moda, ai comparti energetici, intervenendo con politiche di settore mirate, che promuovano l’internazionalizzazione. Occorre agire presto e insieme, nella consapevolezza che il confronto con sindacato e imprese è l’unica via per unire qualità d’intervento e velocità decisionale”. Conclude Sbarra: ”Serve subito un Patto sociale che metta su binari veloci, equi e stabili il cammino della ripresa”.
Da parte sua, il segretario generale della Fim Cisl bentivogli osserva: ”Dal punto di vista economico e industriale, con le ricadute dell'emergenza Covid, non siamo al 2008, siamo di fronte a numeri da fine della seconda guerra mondiale. Avremo in autunno una situazione drammatica”.

( 11 giugno 2020 )

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