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Sicilia, i roghi accendono anche le polemiche

Ancora numerosi gli incendi in Sicilia ma l’emergenza sta rientrando. Nella notte, 150 gli interventi dei Vigili del Fuoco. Riunione in prefettura a Palermo il ministro dell’interno Angelino Alfano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e il capo del dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio per fare un punto.

Alfano prefigura un’estate di fatica ma - assicura - “siamo pronti a rafforzare la nostra presenza” e sottolinea l’impegno delle forze dell’ordine per assicurare i responsabili alla giustizia.

Intanto i sindacati dei forestali di Palermo, in una nota a firma dei segretari Adolfo Scotti (Fai Cisl), Tonino Russo (Flai Cgil) e Giuseppe La Bua (Uila Uil) mettono in guardia dal rischio di “essere fraintesi, strumentalizzati e, come nel caso dei lavoratori forestali, anche di essere accusati di qualcosa che di fatto li danneggia ma soprattutto li ferisce e li mortifica. Parliamo evidentemente del disastro ambientale – precisano – ma anche economico che gli incendi hanno realizzato. I pazzi criminali, colpevoli di tale catastrofe, andrebbero puniti con pene ben superiori a quelle previste perché quanto cagionato non potrà essere in nessun caso ripagato”.

“Come organizzazioni sindacali – ricordano Scotti, Russo e La Bua – in situazioni simili molte volte abbiamo detto che ci saremmo costituiti come parte civile. Oggi forse non è sufficiente la semplice dichiarazione. Non è certamente il momento dei semplici proclami di facciata. Come cittadini, lavoratori, amanti dell’ambiente e della nostra terra, bruciando il nostro posto di lavoro, i nostri campi, le nostre case, ci hanno ferito e dato l’ennesima mortificazione”.

Ora, aggiungono, “dobbiamo reagire. Se si dà fuoco in una giornata come questa, caldissima e con forte vento, si ha la piena consapevolezza di fare un danno immane. Abbiamo il dovere non solo di denunciare, ma di combattere con forza questi delinquenti, 'i piromani', sia che siano malati di mente, incoscienti alla ricerca di emozioni o seguaci di vecchie e pericolose pratiche agronomiche, collaborando con le forze dell’ordine nella ricerca e nell’individuazione dei responsabili di oggi ma anche nel futuro. Intendiamo dire 'tolleranza zero' per chi usa il fuoco”.

Duro il commento del sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti Simona Vicari, che su Facebook annuncia la sua partecipazione alla riunione in prefettura. “Non si può tacere, bruciare la propria terra non può essere un affare. Al lavoro per stima danno e soluzioni. Complicato augurare la buona giornata con lo sgomento che si prova. Uno sgomento che ci sorprende ogni anno, puntualmente, a cui non possiamo essere impotenti. Inermi. Bruciare la propria terra è come dare fuoco alla propria madre”.

Secondo il Rapporto Ecomafia 2016, i roghi colpiscono sempre di più il nostro Paese: tanto che in un anno, nel 2015, sono cresciuti del 49%. La vastità della superficie andata in fumo è più di 37 mila ettari; e oltre “il 56% degli incendi si concentrano nelle quattro Regioni a tradizionale insediamento mafioso”. Ad anticipare questi dati, stamane, è stata Legambiente che ha rivolto un appello al ministro degli Interni: “Non bisogna abbassare la guardia - ha detto il direttore generale di Legambiente, Stefano Ciafani - e applicare tutti gli strumenti necessari: dalla normativa sugli incendi boschivi al reato di disastro ambientale, laddove necessario”.

( 17 giugno 2016 )

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