Domenica 8 dicembre 2019, ore 6:33

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Laterizi e manufatti industria, accordo sul nuovo contratto

di Sara Martano

Sì al rinnovo del contratto collettivo nazionale Laterizi e manufatti industria. Sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Confindustria Ceramica-settore laterizi e Assobeton hanno messo nero su bianco i nuovi contenuti che ora saranno sottoposti alle assemblee dei lavoratori.

L’intesa, 1° aprile 2019-31 marzo 2022, riconferma il modello salariale esistente con aumenti dei minimi tabellari (Tem) comprensivi degli aumenti dovuti all’inflazione, senza verifica ex post, e delle valutazioni dell’andamento storico specifico dei settori rappresentati.

L’incremento salariale è 75 euro al parametro 136, suddiviso in tre tranche: 20 euro dal 1° settembre 2019, 25 euro dal 1° luglio 2020 e 30 euro dal 1° luglio 2021, e un aumento complessivo del montante rispetto all’ultima tornata contrattuale con un totale di 1.555 euro.

“Importanti innovazioni sono state raggiunte anche sul piano normativo e dei diritti - spiegano i segretari nazionali di categoria Pascucci, Fiorucci, Federico - con l’introduzione di un nuovo articolo sul benessere organizzativo, di un comitato bilaterale per il settore dei materiali da costruzioni, come nel contratto del cemento, nel cui ambito verranno trattati importanti temi sulla responsabilità sociale d’impresa, sulle pari opportunità e le discriminazioni di genere ed un percorso per analizzare ed aggiornare gli inquadramenti professionali”.

Riconosciuto un livello superiore di inquadramento al responsabile della conduzione delle centrali di betonaggio con almeno 2 anni di esperienza. Sul piano delle pari opportunità, viene riconosciuta la possibilità alle donne che rientrano dalla maternità, e ai lavoratori che richiedono congedi per gravi motivi familiari, di accedere al lavoro part-time reversibile. Sul mercato del lavoro si favorisce l’occupazione diretta e stabile, individuando un’unica percentuale per il ricorso ai tempi determinati e per il lavoro in somministrazione, a termine o indeterminato, del 20% con possibilità di aumentarla al 35% se la somministrazione viene tenuta sotto al 10%. Nell’ambito del welfare contrattuale la contribuzione a carico delle aziende per il Fondo di previdenza complementare Arco salirà dall’1,70 % all’1,80 % a partire da luglio 2020.

Sul piano della salute e sicurezza viene previsto un maggior coinvolgimento degli Rls anche con le aziende operanti in regime di subappalto, mentre ai lavoratori stranieri verrà fornita la traduzione in lingua del paese di origine delle procedure e dei documenti in tema di sicurezza.

Per la segretaria della Cisl Annamaria Furlan “con la firma del contratto si tutelano i salari e si introducono nuove garanzie che migliorano le condizioni dei lavoratori. Un altro importante tassello per nuove relazioni sindacali”.

( 1 ottobre 2019 )

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