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Tessile e calzature, a Pitti Uomo sfilano anche i sindacati

Firenze 13/01/2017 Manifestazione nazionale dei tessili -cgil cisl uil Firenze 13/01/2017 Manifestazione nazionale dei tessili -cgil cisl uil Firenze 13/01/2017 Manifestazione nazionale dei tessili -cgil cisl uil Firenze 13/01/2017 Manifestazione nazionale dei tessili -cgil cisl uil Firenze 13/01/2017 Manifestazione nazionale dei tessili -cgil cisl uil Firenze 13/01/2017 Manifestazione nazionale dei tessili -cgil cisl uil Firenze 13/01/2017 Manifestazione nazionale dei tessili -cgil cisl uil Firenze 13/01/2017 Manifestazione nazionale dei tessili -cgil cisl uil Firenze 13/01/2017 Manifestazione nazionale dei tessili -cgil cisl uil

Fuori programma al Salone Pitti Uomo, dove stamane sono arrivati i lavoratori del settore tessile e del calzaturiero chiamati a raccolta dai sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil per protestare contro il mancato rinnovo dei contratti, scaduti ormai da oltre 10 mesi. A incrociare le braccia per otto ore sono gli interi settori del tessile abbigliamento, che comprende 420mila addetti in 47mila imprese e del calzaturiero, che di addetti ne conta 80mila in 5.800 imprese. 

Il serpentone dei manifestanti è partito da piazza Cavalleggeri, dove era previsto il concentramento per poi dirigersi verso piazza dell'Unità Italiana per il comizio finale dei segretari generali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani.

La scelta di Firenze, spiegano i sindacati, non è casuale visto che il capoluogo fiorentino in questi giorni ospita alla Fortezza da Basso la manifestazione Pitti Immagine Uomo.

“Dopo mesi di trattative - accusano le tre sigle sindacali - l’associazione imprenditoriale confindustriale Sistema moda Italia (Smi) conferma la sua proposta di un modello salariale in cui eventuali aumenti retributivi verrebbero misurati ex post alla durata triennale del contratto: inaccettabile”. “Il modello che ostinatamente Smi-Confindustria ci ripropone non è il nostro modello - affermano all’unisono Miceli, Colombini, Pirani -, non siamo disposti a prendere in prestito modelli salariali da nessuno”. “La nostra storia contrattuale - concludono - è una storia importante ed ha una tradizione di relazioni industriali che va rispettata, non tradita”.

Non dissimile, si spiega ancora, la situazione nel settore calzaturiero, con il Consiglio generale di Assocalzaturifici-Confindustria che proprio a ridosso dell'incontro con i sindacati ha rilanciato richieste normative - in particolare sulla flessibilità contrattuale e sulle festività di sabato e domenica - che il sindacato ha respinto al mittente, ritenendo che non vi siano più le condizioni per proseguire il confronto.

( 13 gennaio 2017 )

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