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Eurotower

Italia tra i fattori frenanti dell’economia europea

La Banca Centrale Europea rivede al ribasso le stime di crescita per l’Eurozona, lascia i tassi d’interesse invariati fino alla prossima estate e lancia un nuovo salvagente alle banche ma ”non per le banche”. In una nota diffusa al termine della riunione di politica monetaria, in cui si è deciso di lasciare il tasso principale fermo allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%, la Bce ha ribadito che i tassi di interesse si manterranno ”su livelli pari a quelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finchè sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine”. Una decisione, accompagnata dal lancio di una nuova serie di operazioni trimestrali mirate di rifinanziamento a lungo termine (Tltro-III), a partire da settembre 2019 fino a marzo 2021, per garantire favorevoli condizioni di prestito bancario e regolare trasmissione della politica monetaria, che ha prodotto immediatamente: una flessione dell’euro che dopo un’apertura stabile vira al ribasso, perdendo lo 0,37%, a 1,1267 dollari; e un calo dello spread fra Btp e Bund a 243 punti base (minimo da fine gennaio) con il rendimento del decennale al 2,54%. Ma seguita anche da una revisione al ribasso delle stime di crescita che ha limato il Pil dell’Eurozona per il 2019 a +1,1% da +1,7% stimato a dicembre (già tagliato dal +1,8% precedente), per il 2020 a +1,6% da +1,7% e confermato una crescita dell’1,5% per il 2021; che ha prodotto un vistoso calo delle borse europee, con Piazza Affari che cede l’1,2%, Londra che perde lo 0,7%, e Francoforte che scende dello 0,8% seguite da anche Parigi (-0,47%) e Madrid (-0,57%). E poi anche un taglio delle stime sull’inflazione dell’Eurozona: per il 2019 all’1,2% dall’1,6% atteso in precedenza; per il 2020 a 1,5% (da 1,7% precedente) e per il 2021 a 1,6% (da 1,8%).

Le prospettive economiche dell’Eurozona, sottolinea Mario Draghi, ”restano orientate al ribasso” a causa di una serie di fattori esterni che vanno dal protezionismo, alle incertezze intorno a Brexit, a ”ciò che sta accadendo in Cina fino all’effetto sempre più debole dello stimolo fiscale negli Usa”. Ma tra i vari fattori frenanti dell’economia europea Draghi mette ”certamente” anche l’Italia. In qualunque caso, ammonisce il capo dell’Eurotower, i nuovi maxi-prestiti alle banche annunciati dalla Bce servono ad ”assicurare che le banche possano prendere a prestito e prestare” a condizioni accettabili, e ”non perchè comprino bond sovrani”.

Articolo completo domani su Conquiste Tabloid

( 7 marzo 2019 )

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