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Pagelle Ue: bene impegno Italia su misure correttive

“Il fatto che la Commissione Europea abbia rivisto oggi lievemente al rialzo la crescita italiana, smentendo anche gli ultimatum che erano circolati nei giorni scorsi nei confronti del nostro paese è certamente un fatto positivo, ma non basta. Senza una riscrittura nei prossimi mesi dello Statuto economico europeo e la messa in soffitta del fiscal compact, saremo destinati ad una crescita molto modesta, inferiore a quella di altri paesi europei con una economia più solida”. Lo sottolinea la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, commentando le previsioni economiche pubblicate in mattinata dalla Commissione Europea.

Stamane il commissario Ue agli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, così aveva sintetizzato le Previsioni di Bruxelles: "Se devo dare un titolo direi che la crescita economica continua anche se è messa alla prova dalle incertezze".

Dunque, a dispetto della Brexit e di Trump, sottolinea la Commissione, "per la prima volta in quasi un decennio, tutte le economie di tutti gli Stati membri della Ue sono attese crescere per tutto il periodo delle previsioni (2016,2017 e 2018)". Non solo. Anche l'inflazione, al netto dell'energia e dell'alimentare, nell'Eurorozona è attesa passare da 0,2% del 2016 a +1,7% nel 2017 tornando ad assestarsi a +1,4% nel 2018.

Un trend che riguarda anche l’Italia, la cui crescita nel 2016 è stata rivista al rialzo: da +0,7% a +0,9%. Restano stabili, invece, le previsioni per il 2017, con un Pil invariato a +0,9%, mentre per il 2018 la stima di crescita sale dall'1 all'1,1%.

Anche rapporti deficit-Pil e debito Pil restano "sostanzialmente stabili", con il primo rivisto leggermente al ribasso per il 2016 (a 2,3% dal 2,4% delle previsioni di autunno), mentre resta invariato a 2,4% per il 2017. Anche il debito è rivisto leggermente al ribasso per il 2016 a 132,8% da 133%, mentre sale a 133,3% nel 2017 da 133,1%.

Il vero problema resta il lavoro, con la disoccupazione ancora troppo “alta”, mentre "rallenta" l'occupazione rispetto ai due anni precedenti a causa "della fine dagli incentivi fiscali per le nuove assunzioni". La Commissione rivede al rialzo la disoccupazione per il 2016 (da 11,5 a 11,7%), così come per il 2017 (da 11,4% a 11,6%. Nel 2018 è prevista all'11,4% contro l'11,3 precedente. Comunque "le riforme passate - per Bruxelles - sosterranno l'occupazione nel 2017-2018".

"L'incertezza politica e il lento aggiustamento del settore bancario pongono rischi al ribasso alle prospettive di crescita dell'Italia". La Commissione Ue aggiunge però che "un forte impulso potrebbe ancora avvenire dalla domanda esterna". Per Bruxelles il surplus delle partite correnti calerà dal 2,7% del pil del 2016 all'1,8% nel 2018. Gli investimenti dovrebbero invece crescere del 2,4% beneficiando delle misure della legge di bilancio 2017.

Infine, la Commissione Ue "prende nota positivamente dell'impegno preso dal governo per adottare misure di bilancio aggiuntive per un valore complessivo dello 0,2% del Pil entro aprile 2017". Le misure aggiuntive, precisa poi Bruxelles, saranno però "prese in conto non appena saranno disponibili sufficienti dettagli" per valutarne l'impatto.

(Approfondimento domani su Conquiste Tabloid)

( 13 febbraio 2017 )

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