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Economia

Pil, arriva il verdetto

Arriva giovedì il verdetto sull’economia italiana: l’Istat infatti renderà noti i dati sul Pil del quarto trimestre 2018. Se alla contrazione del periodo luglio-settembre ne seguirà un'altra, l'Italia sarà ufficialmente entrata nella cosiddetta ”recessione tecnica”, quella che si verifica appunto con due trimestri consecutivi di calo del Pil. Da questo dato dipenderà anche l'andamento del 2019. Il Governo continua a stimare una crescita dell’1%. Ma le previsioni di analisti, organizzazioni internazionali e istituzioni nazionali convergono su percentuali più basse. E nel ”Rapporto sulla politica di bilancio 2019” dell’Ufficio parlamentare di bilancio si afferma che gli ultimi dati sull'andamento dell'economia ”hanno accresciuto i fattori di rischio, anche nel breve termine”.

L’Upb evidenzia la transitorietà di una serie di interventi una tantum sulle entrate e temporanei sulle uscite e il complesso disinnesco degli aumenti Iva 2020-2021. Per riuscirci, rileva l'Upb, non si dovrebbero toccare gli investimenti né le prestazioni sociali”.

Insomma, la situazione è difficile e mal gestita. I sindacati scenderanno in piazza il 9 febbraio. ”Spiegheremo perché la linea economica del governo deve cambiare, puntando su crescita e sviluppo”, sottolinea la leader Cisl Furlan.

E dunque, afferma il segretario generale aggiunto Sbarra, ”è importante aprire con il governo il confronto sullo sviluppo e sulla crescita del Paese, sul rilancio degli investimenti pubblici e privati, materiali e immateriali, sulla politica industriale”. Su quota 100 Sbarra osserva: ”Può essere una buona base di partenza, ma chiediamo di aprire un confronto con il governo per evitare errori, come avvenuto nel passato con la legge Fornero e gli esodati”. A preoccupare sono i vuoti e i limiti della misura. ”Non si parla di pensioni di garanzia per i giovani, 38 anni di contributi per le donne e nel Mezzogiorno sono un obiettivo difficile da concretizzare, non va bene il blocco della perequazione, vogliamo capire l'orientamento del governo sulla separazione tra previdenza e assistenza”.

( 30 gennaio 2019 )

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