Mercoledì 23 settembre 2020, ore 4:16

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Verso le elezioni

Sud, lavoro e legalità: promemoria per il confronto politico

Un Paese descritto in tutte le statistiche in costante, sia pure lenta, ripresa economica. Ma anche un Paese dove le diseguaglianze territoriali restano tante e ancora troppo marcate.

Per questo, sottolineano in queste ore in coro le parti sociali, è indispensabile che i politici impegnati in campagna elettorale ascoltino appunto il territorio. Anche il dato del 50% di italiani che ormai non va più a votare è il sintomo più evidente e anche pericoloso del distacco profondo tra la politica e la gente. E allora il confronto in vista del voto del 4 marzo deve concentrarsi sulle cose concrete.

Soprattutto sul Mezzogiorno, che sconta più delle altre regioni d’Italia il dramma della disoccupazione, in particolare quella giovanile. La via d’uscita dalla crisi del Sud si trova attraverso sviluppo, crescita, lavoro e legalità, come ha sottolineato la segretaria generale della Cisl Furlan ieri da Reggio Calabria. ”L'Italia - osserva - o esce tutta dalla crisi o non ce la fa sia nella competizione internazionale sia sul piano interno a vincere la sfida della crescita”.

Ma la campagna elettorale appena avviata sta già assumendo la caratteristica del gioco a chi la spara più grossa. Tante promesse che raramente hanno una compatibilità economica e sono dunque in gran parte irrealizzabili. Il bilancio provvisorio di queste promesse elettorali si aggira sui 200 miliardi di euro. Una cifra che da sola fa capire la strumentalità e l’inutilità del dibattito in corso, che investe nelle ultime ore il Jobs Act con il duello a distanza tra Berlusconi e Renzi sul futuro della riforma del lavoro. Il leader di Forza Italia parla di fallimento e annuncia la cancellazione del provvedimento in caso di vittoria del centrodestra. Il segretario del Pd ironizza: saranno contenti gli imprenditori del Nord est.

Ma è il momento di mettere a fuoco alcune cose essenziali e fattibili: politiche a sostegno della crescita e una nuova riforma del fisco, a tutela del lavoro e della famiglia. L’impegno che tutti i partiti devono prendere, sottolinea Furlan, ”è dare lavoro attraverso la crescita alle tante migliaia di giovani che ogni anno dalle regioni del Sud sono costrette ad emigrare in altri Paesi, magari dopo una vita di studi e di sacrifici per le famiglie”.

D’altra parte gli strumenti per favorire l'occupazione soprattutto quella giovanile ci sono: ad esempio la decontribuzione al 100% nel Sud, portati a casa con la legge di Bilancio. Però solo questo non basta, se non prendono corpo investimenti infrastrutturali, su formazione, innovazione, ricerca, che vanno cantierati. Ed in questo senso il tema della legalità è fondamentale e imprescindibile dal lavoro.

Sono questi i cardini indispensabili per cambiare il Paese e per cambiarlo in meglio, attraverso un forte dialogo e interazione tra istituzioni e parti sociali sociale. D’altra parte, come ricorda la leader della Cisl, ”la contrapposizione tra le parti sociali e la politica non porta da nessuna parte. Per un lungo periodo abbiamo assistito ad un dibattito sterile sul ruolo del sindacato: concertazione sì, concertazione no, ”ma quando si è riusciti ad attivare con responsabilità una sana sinergia tra le parti sociali e le istituzioni si sono portati a casa risultati importanti”. Di recente, ricorda Furlan, ”abbiamo rimesso mano alla legge Fornero, ma senza cancellarla: per farlo servirebbero oltre 80 miliardi. Grazie all'accordo, però, abbiamo creato le condizioni per cui le ingiustizie di fondo venissero superate”.

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( 10 gennaio 2018 )

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