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Occupazione

Amazon, 2017 boom: +15mila posti di lavoro in Europa

Sono quasi 9mila i nuovi posti creati a ottobre in Europa nel settore del trasporto e stoccaggio. A guidare la tendenza positiva è ancora una volta Amazon, che entro i primi mesi del 2018 assumerà 1200 persone in Gran Bretagna, grazie all’apertura di un nuovo centro di distribuzione a Bolton. I dipendenti guadagneranno 7,65 sterline all’ora, che diventeranno 8,15 dopo 2 anni di anzianità. I lavoratori a tempo indeterminato avranno diritto a delle stock options. L’ultima espansione occupazionale del gruppo, in ordine cronologico rientra in una strategia che alla fine del 2017 farà registrare per l’Europa 15mila nuovi posti creati dall’inizio dell’anno, di cui almeno 5mila in Gran Bretagna dallo scorso 20 febbraio. L’altra grande espansione del mese riguarda l’olandese Coolblue (rivenditore on line di elettronica e di oggetti per la casa), che ha annunciato 1000 nuovi posti per i magazzini di Rotterdam, Tilburg, Utrecht, Amsterdam, Groningen e Apeldoorn. Le assunzioni di ottobre si aggiungono alle 1500 già avviate a inizio anno. Una buona notizia per i lavoratori del settore, che nei Paesi Bassi hanno visto il loro potere d’acquisto in picchiata dal 2012. La crescita di Aer Lingus (nuova tratta Dublino-Filadelfia per 4 volte a settimana dal 25 marzo 2018, altre nuove destinazioni per l’Europa e gli Stati Uniti, 4 nuovi aerei a lungo raggio entro i prossimi 24 mesi, per un totale di 177mila posti in più disponibili verso gli Usa dalla prossima estate) prevede un ampliamento dello staff pari ad almeno 900 nuovi posti entro il 31 dicembre 2020. Tornando in Gran Bretagna, l’Osservatorio europeo sulle ristrutturazioni aziendali, segnala 200 assunzioni annunciate da Ocado (supermarket on line) entro fine anno per il sito di Andover (Hampshire). A ottobre si registrano però anche due forti crisi occupazionali. In Spagna, la chiusura di Unipost, sotto procedura d’insolvenza già da luglio, causerà la perdita del lavoro per tutti i suoi 2200 dipendenti. Stesso destino in Gran Bretagna per la compagnia aerea Monarch, le cui stime di perdite per il 2018, previste attorno ai 100 milioni di sterline hanno convinto il management a chiudere per sempre la baracca e a mandare a casa 1858 persone.

(Articolo completo di Pierpaolo Arzilla domani su Conquiste Tabloid)

( 10 novembre 2017 )

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