Martedì 25 gennaio 2022, ore 17:34

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Europa 

Berlino spinge sul green: nessun dietrofront sul nucleare 

Adesso tocca ai Verdi dimostrare che fanno sul serio, mettendo il turbo alla produzione dell'energia rinnovabile in Germania: ed è stato ieri il vicecancelliere Robert Habeck ad annunciare che gli sforzi vanno triplicati, dal momento che l'impresa che si accinge ad affrontare la locomotiva industriale d'Europa è "gigantesca". Diversamente, gli obiettivi che ci si è dati per il 2030 "saranno mancati". "In linea generale possiamo dire che dobbiamo diventare tre volte meglio di quel che siamo in ogni campo", è la sentenza senza sconti del leader dei Grüenen, che guida il ministero dell'Economia e del Clima. L'opera è ardua, "ma possiamo farcela", ha affermato in una conferenza stampa importante, dove ha presentato il piano green del governo del socialdemocratico Olaf Scholz, che vede negli ecologisti un pilastro fondamentale. Berlino ha già anche chiarito di voler fare a meno del nucleare: "Non è un'opzione per la Repubblica federale", aveva confermato il liberale Christian Lindner, titolare delle Finanze, sgombrando il campo dai dubbi su un'eventuale dietrofront sulla chiusura delle centrali decisa da Merkel (entro il 2022).

Mentre è stata la ministra dell'Ambiente, Steffi Lemke, a prender posizione sul dibattito europeo: "Diremo un chiaro no sull'inserimento del nucleare come energia ecosostenibile" nella tassonomia. L'obiettivo centrale del programma è la cosiddetta "neutralità climatica" (emissioni zero di CO2) entro il 2045, e Habeck ha inviato un messaggio chiaro alla società civile: tutti dovranno lanciare il cuore oltre l'ostacolo e fare dei sacrifici. Secondo il piano dell'esecutivo dai colori del "semaforo", se nell'ultimo decennio le emissioni sono diminuite in media di 15 milioni di tonnellate all'anno, "entro il 2030 queste dovranno calare fra 36 e 41 milioni annualmente". L'energia eolica va portata a 100 Gigawatt entro il 2030, quando si vuole arrivare a coprire l'80% del fabbisogno di elettricità con le rinnovabili (nel 2021 la quota era del 42%). E un enorme sforzo andrà fatto anche sul fronte del fotovoltaico, dove si vuole arrivare a 200 Gigawatt per la stessa data, ritenuta un termine intermedio rilevante. Andrà quindi ampliata l'installazione di pale eoliche e pannelli solari: questi ultimi diventeranno "la regola" negli edifici di nuova costruzione, e anche i privati saranno coinvolti nella generazione di energia pulita. "Il diavolo si nasconde come sempre nei dettagli", ha commentato Habeck annunciando un pacchetto di misure che il gabinetto dovrebbe approvare entro Pasqua.

"Tutto bene, ma per favore non lì dove vado sempre la domenica a passeggio col mio cane…", ha ironizzato il ministro, citando un'immaginaria contestazione, nella Germania che vede il suo paesaggio già fortemente costellato di colossi che producono l'energia utilizzando il vento. "Io spero che noi come società saremo in grado di andare oltre le nostre sensibilità individuali. Altrimenti non riusciremo a realizzare nulla". Per il momento, comunque, non è abbastanza per soddisfare i Fridays for future, che hanno accusato il governo di una forte distanza fra promesse, obiettivi e progetti sul tavolo. Su un fronte più politico, un invito alla Bce ad agire contro l'inflazione, se ve ne fosse bisogno, e la garanzia di una Banca centrale tedesca solidamente ancorata alla "cultura della stabilità", in continuità con l'era Weidmann. Sono i due messaggi inviati dal neopresidente della Bundesbank, Joachim Nagel, al passaggio del testimone avvenuto oggi in una cerimonia digitale a Francoforte.

Rodolfo Ricci

( 12 gennaio 2022 )

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