Lunedì 8 marzo 2021, ore 12:40

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Europa 

Bruxelles rivede al ribasso le stime del Pil italiano 

Arriva la conferma da Bruxelles. Il Pil italiano, crollato meno del previsto a -8,8% nel 2020, crescerà del 3,4% nel 2021 "a causa del riporto negativo del quarto trimestre 2020 e la partenza debole di quest'anno". Lo scrive la Commissione Ue nelle previsioni economiche d'inverno che tagliano il rimbalzo stimato in autunno visti i dati migliori del 2020."Passo simile nel 2022 (3,5%) sulla base dello slancio guadagnato nella seconda metà dell'anno e della continua ripresa del settore servizi", ma il Pil "non tornerà ai livelli del 2019 entro il 2022". Le stime, però, non includono le misure del Next Generation EU che avrà un "considerevole" effetto di rialzo. "Visto che la recessione nel 2020 non è stata profonda come previsto, e grazie ai vaccini, ci si attende che la Ue raggiunga i livelli di crescita pre-pandemia che aveva nel quarto trimestre 2019, già nel secondo trimestre del 2022, prima di quanto previsto lo scorso autunno.
Ma uno su quattro avrà bisogno di più tempo. Inoltre, nessuno Stato membro tornerà nel 2022 alle proiezioni di crescita che aveva prima della crisi", ha detto il commissario Ue all'economia Paolo Gentiloni. Con il Recovery "siamo di fronte a una potenzialità di crescita molto importante, quindi è molto importante che il governo che si formerà vada nella direzione giusta. Ho piena fiducia che l'esperienza, le idee e le capacità del presidente del Consiglio incaricato possano dare un contributo a un governo efficiente ed europeista", ha confermato il commissario all'economia rispondendo a una domanda sull'Italia.
"In autunno avevamo previsto che il Recovery fund potrebbe avere un impatto sul Pil del 2% negli anni in cui sarà operativo. Gli Stati che hanno un Pil pro-capite sotto la media Ue avranno la spinta più forte. Considerando uno stimolo di sei anni, il livello del Pil 2021-2026 potrebbe essere più alto del 3%-3,5% rispetto a uno scenario senza Recovery", ha aggiunto Gentiloni. Convinta della centralità degli stimoli all'economia anche Lagarde. Il presidente della Bce loda l'impressionante risposta dell'Europa alla crisi innescata dalla pandemia, e auspica una ratifica in tempi stretti del Recovery Plan: "È nell'interesse di tutti muoversi velocemente, dall'Italia alla Spagna alla Grecia", spiega. Poi si rivolge ai membri dei Eurolandia: devono mantenere gli stimoli all'economia quest'anno e il prossimo in modo da poter fronteggiare con tutte le armi a disposizione l'effetto del Covid sull'economia.
La Bce così come la Fed è in campo in prima linea per la ripresa. "Whatever it takes", dice Lagarde, assicurando che proverà con tutte le sue forze a centrare l'obiettivo ambizioso di inserire il tema del cambiamento climatico nella politica monetaria. Un tema, quello del clima, che interessa in prima persona anche la Fed e che è uno dei pilastri del rilancio dell'economia americana da parte di Joe Biden.

Rodolfo Ricci
 

( 11 febbraio 2021 )

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